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Eugenio Pacelli nasce da una nobile famiglia tradizionalmente legata alla Chiesa e al mondo Vaticano. Conclusi gli studi liceali, matura la decisione di abbracciare il sacerdozio; frequenta i corsi di filosofia all'Università Gregoriana e di teologia e diritto presso l'Apollinare, dove ottiene la laurea in utroque iure. Nel 1899 viene ordinato sacerdote; nel 1911 diviene sottosegretario e nel 1914 segretario degli Affari straordinari di stato. Nel 1917 viene inviato da Benedetto XV in Baviera in qualità di Nunzio Apostolico, con l'incarico di presentare al Kaiser l'offerta di mediazione del Papa tra le potenze in guerra. Alla fine della 1° guerra mondiale partecipa attivamente alle trattative per il concordato con la Baviera (1925), con la Prussica (1929) e con il Baden (1932). Nel 1929 viene creato cardinale da Pio XI e dal 1920 al 1939 succede a Gasparri nella carica di segretario di Stato. Il 3 marzo del 1939, dopo un brevissimo conclave, viene eletto Papa, si preoccupa da subito di scongiurare la minaccia della guerra gravante sull'Europa, ad opera soprattutto del nazismo. Mantiene buoni rapporti con il governo italiano ma questi non valsero a distogliere il regime fascista dai propositi di guerra.
Durante la guerra organizza in Vaticano un ufficio di informazione per i prigionieri e i dispersi e si adopera affinché Roma non venga coinvolta negli scontri tra tedeschi ed alleati. Accoglie in Vaticano i rappresentanti dei partiti oppositori del regime e si adopera per salvare centinaia di gli ebrei. Negli anni seguenti alla sua morte non sono mancate le critiche e le accuse all'atteggiamento del Papa di fronte ai crimini nazisti e in particolar modo di fronte allo sterminio degli ebrei. Tale comportamento, oggetto di aspre discussioni, è stato giustificato dagli studiosi cattolici, in modo particolare dal reverendo Pierre Blet nei suoi studi, sulla base del timore del pontefice che una condanna esplicita del nazismo potesse provocare rappresaglie nei confronti dei cattolici presenti nei paesi occupati dai tedeschi.
Già durante il conflitto, ma soprattutto dopo, si oppone tenacemente all'avanzata del comunismo, fino al punto, il primo luglio 1949, di decretare la condanna del comunismo e la proibizione per i cattolici di iscriversi al Pci. Muore a CastelGandolfo il 9 ottobre 1958.
Molto vasta è l'attività svolta dal Papa in ambito dogmatico: pur lasciando ai principi la loro essenziale immutabilità, volle rivederli per adeguarli ai progressi tecnici e scientifici. Tra i documenti più rilevanti del suo magistero dottrinale sono: la Mystici Corporis, del 1943 sull'ecclesiologia; la Divino afflante Spiritu, del 1943, sull'ispirazione della Bibbia; la Mediator Dei del 1947, sulla celebrazione liturgica; la Humanis Generis del 1950, sui rapporti tra la scienza e la teologia. Il 1° novembre 1950 il Papa proclama solennemente il dogma della "Assunzione corporea di Maria in cielo" con la costituzione apostolica Munificentissimus Deus. In occasione del centenario della proclamazione della Immacolata Concezione, indice l'anno mariano dall'otto dicembre del 1953 allo stesso giorno del 1954. Di lui Golda Meir ha detto: "Durante i dieci anni di terrore nazista, quando il nostro popolo attraversò gli orrori del martirio, il Papa levò la sua voce per condannare i persecutori ed esprimere solidarietà alle vittime. La vita del nostro tempo è stata arricchita da una voce che ha espresso le grandi verità morali".
D'Arcy Osborne, ambasciatore britannico presso la Santa Sede, dichiarò: "Mai in tutta la storia un Papa si è impegnato in una cospirazione tanto delicata per rovesciare un tiranno con la forza".
Nahum Goldman, presidente del Congresso mondiale ebraico, scrisse: "Con particolare gratitudine ricordiamo tutto ciò che egli ha fatto per gli ebrei perseguitati durante uno dei periodi più bui della loro storia".( Come segno di riconoscenza nel 1945 il Congresso donò ventimila dollari per le opere di carità del Vaticano).
Anche un grande testimone della comunità ebraica come Albert Einstein, ricordando la resistibile ascesa del nazismo in Germania, ebbe a scrivere: "Solo la Chiesa rimase ferma in piedi a sbarrare la strada alle campagne di Hitler per sopprimere la verità. Io prima non ho mai provato nessun interesse particolare per la Chiesa, ma ora sento nei suoi confronti grande affetto e ammirazione, perché la Chiesa da sola ha avuto il coraggio di sostenere la verità".
Non è dello stesso parere Sandro Magister che, il 10 dicembre 1998, scrive sull' Espresso: "La documentazione che ho consultato negli archivi vaticani parla chiaro, sin dal 1939 Pacelli era al corrente delle persecuzioni.
Quando gli ebrei venivano cacciati dalle aule lui negoziava i benefici per le scuole cattoliche e dopo le leggi di Norimberga del 1934 fu consentito ai preti di aprire gli archivi delle diocesi dove erano conservati i registri su matrimoni misti e conversioni che permisero ai nazisti di identificare con certezza quali cattolici tedeschi fossero di una razza impura ".
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