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  Luigi Giussani

Luigi Giussani
Fondatore di Comunione e liberazione, nato nel 1922 a Desio, in provincia di Milano
 
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E' la madre Angela ad impartirgli la prima educazione quotidiana alla fede cattolica. Il padre Beniamino, invece, intagliatore in legno e restauratore, discendente da una famiglia di artisti, socialista anarchico, trasmette al figlio una passione costante nel chiedersi il perché delle cose, nel curare la ragione. L'infanzia del giovane Giussani trascorre in un clima di grande rispetto per le persone e di attenzione sia ai sentimenti che alla razionalità. L'amore per la musica professato dal capofamiglia riesce a stemperare i momenti difficili dovuti alla modesta situazione economica.

Luigi entra nel seminario diocesano di Milano quando è ancora giovanissimo, proseguendo gli studi presso la facoltà di Teologia di Vengono, laureandosi. Quell'ambiente sarà fruttuoso anche per la formazione personale del ragazzo, grazie ai rapporti di stima reciproca e di profonda umanità intercorsi con alcuni dei suoi maestri e colleghi, come con Enrico Manfredini, futuro arcivescovo di Bologna.

Gli studi lo portano alla conclusione che l'apice di qualsiasi espressione del genio umano, anche inconsapevolmente, è simbolo dell'avvento di Cristo. Fondamentale in questo percorso formativo-sperimentale, risulta essere la lettura dell'Inno alla sua donna di Giacomo Leopardi. Da allora, probabilmente, nasce in lui l'idea della bellezza come parte del metodo educativo.

Ordinato sacerdote, comincia ad insegnare presso lo stesso seminario, che lascerà, però, a metà degli anni '50, per passare alle scuole medie superiori. Dal '54 al '64 insegna nel liceo classico Berchet di Milano, dove, fin dal primo anno, fonda il movimento Gioventù Studentesca, rinominato nel'69 Comunione e Liberazione (Cl).

Nella sede di via Statuto 2, i ciellini danno vita al "raggio", momento di riflessione ad autocoscienza collettiva che interessa anche i laici, perché esperienza pregna e coinvolgente. La critica al razionalismo laico del tempo, come quello di Norberto Bobbio, infuoca il dibattito intellettuale, mentre fuori dalla scuola si moltiplicano le attività ispirate dal carisma dell'insegnante di religione.

Creato monsignore nel 1983 con il titolo di prelato d'onore di Sua Santità, insignito nel 1995 del Premio internazionale per la cultura cattolica, don Giussani attualmente è presidente del Consiglio generale Cl, della Diaconia centrale e guida l'associazione laicale, anch'essa riconosciuta dal Pontificio consiglio per i laici, Memores Domini.

Gad Lerner ha scritto di lui sul Corriere della Sera che "l'onda del movimento nato al Berchet avrebbe rivelato tutta la sua influenza solo più tardi, sulle ceneri del Sessantotto, giungendo a costituire oggi l'ossatura di un bel pezzo di classe dirigente milanese e lombarda". Ed ancora: "I ciellini che piacciono tanto al Papa e a Ratzinger si presentano dunque come un impasto di ortodossia ed anticonformismo, uniti nella convinzione che la verità non è il prodotto della discussione, ma la precede".

  Grandinotizie.it/ 15/aprile/2002
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