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Due Chiese cattoliche,
uniate e latina. Tre ortodosse esistenti e un'altra in formazione,
una dipendente da Mosca e tre autonome. Minoranze protestanti
e musulmane. Significativa presenza ebrea. É il mosaico religioso
che compone l'Ucraina.
Il passato di questa terra tramanda alla modernità la più dolorosa
ferita all'integrità dei rapporti tra ortodossia e cattolicesimo.
Un dissidio dalle radici secolari che la storia recente del Paese
alimenta con interessi politici ed economici.
Le origini infatti dell'antagonismo tra le due chiese risalgono
a quasi cinque secoli fa, quando gli ortodossi dell'Ucraina occidentale
- i ruteni - decidono di rientrare in comunione con Roma, conservando
tuttavia i propri riti. Uno strappo che gli ortodossi non perdonano:
gli 'uniti' (al Papa) come loro stessi si definiscono da allora
vengono dispregiativamente chiamati uniati e perseguitati, indistintamente
dagli zar ai successivi governi dell'Unione Sovietica.
Tra il 1945 e il '46 Stalin alimenta questo fuoco secolare sciogliendo
la Chiesa greco-cattolica e consegnandone tutti i fedeli e gran
parte dei beni al Patriarcato di Mosca. Per vescovi e preti inizia
un periodo di persecuzioni.
Caduto il comunismo, i greco-cattolici tornano alla legalità e
pretendono la restituzione di ciò che è stato loro tolto. Le loro
rivendicazioni provocano dure proteste da parte degli ortodossi,
che inoltre accusano i cattolici di voler fare proselitismo in
territori storicamente loro.
Grandinotizie.it/ 21 giugno 2001 ore 19
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