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Ecco come nacque la basilica più importante

La tradizione narra che la morte di Pietro - il "principe degli Apostoli" - sia avvenuta nell'area del circo di Nerone - fra il Tevere, il Gianicolo ed il monte Vaticano - e che il suo corpo sia stato sepolto nello stesso luogo, insieme ad altri martiri. Il papa Anacleto (77-88) è stato il primo ad elevare in suo onore un piccolo oratorio. Più tardi, Costantino il Grande decise di erigervi la maestosa basilica a cinque navate, rimasta in piedi fino alla fine del XV secolo (324). Il lavoro, però, è stato portato a termine dal figlio Costante nel 349.

Attraverso i secoli la chiesa è stata arricchita incredibilmente, grazie alla volontà dei pontefici e dei principi italiani e stranieri. Le tappe più famose sono avvenute nel Medioevo, nel Duecento e nel Quattrocento, grazie a marmi preziosi strappati ai monumenti pagani o trasportati dall'Oriente, ai legnami ed agli incensieri d'oro e d'argento ed al ricco mobilio. Imperatori e re venivano incoronati lì dai Papi: Carlo Magno è stato il primo nel Natale dell'800 a ricevere la corona da Leone III (795-816).

Ma, dopo oltre un millennio, la basilica costantiniana cominciava a dare segni di rovina e cominciò ad ipotizzarsi di ricostruire dalle fondamenta il grande tempio. E' stato Nicolò V (1447-1455) il primo a decidere di procedere, ma alla sua morte l'opera venne interrotta. Mentre sembrò che i suoi successori avessero rinunciato al progetto, Giulio II della Rovere (1503-1513) riprese il disegno. Fu prescelto quello di Donato Pascuccio di Antonio detto Bramante (1444-1514). E' sua, infatti, l'idea della grande cupola ispirata al Pantheon. La pianta a croce greca non era una novità, ma il merito del Bramante fu quello di averla adattata a delle dimensioni così grandi. La prima pietra venne posta il 18 aprile 1506. Per desiderio espresso dallo stesso artista poco prima di morire, gli successe Raffaello Sanzio (1483-1520) al quale vennero affiancati Giuliano da Verona (1445-1516) e Fra Giocondo da Verona (1433-1515). I tre maestri decisero di sostituire la croce greca con quella latina.
Successivamente, eletto Paolo III (1534-1549), l'incarico passò ad Antonio da Sangallo il Giovane (1484-1546) che realizzò anche un modello in legno lungo 11 metri ed alto 8, costato circa 5184 scudi d'oro. Alla morte di Sangallo, gli succedette Michelangelo Buonarroti (1475-1564) che decise di ritornare al disegno del Bramante, semplificandolo. Il suo genio, favorito dalla potenza dei "suoi" Papi, concepì un'opera gigantesca. Quando morì, la costruzione era appena iniziata e l'incarico di elevare la cupola toccò a Giacomo della Porta (1533-1602), su desiderio di Sisto V (1585-1590). Vi collaborò anche Domenico Fontana (1543-1607). Il progetto base era ancora quello del Buonarroti.

Sotto Papa Paolo V (1605-1621) la parte anteriore della basilica venne allungata e la pianta trasformata in croce latina. Proseguì i lavori Carlo Maderno (1556-1629).

Il 10 febbraio dell'anno successivo fu posta la prima pietra, benedetta dal Papa nel palazzo del Quirinale. L'opera, alta 45,44 metri e larga 114,69, era quasi compiuta. Con Maderno, lavorarono anche altri artisti, tra i quali Francesco Castello detto Borromini, ma, dopo la morte del Maderno, la direzione del cantiere passò a Gian Lorenzo Bernini (1598-1680) che operò grandi trasformazioni. Un suo disegno mostra la basilica adattata ad una figura umana distesa, di cui la testa rappresenta la cupola e le braccia aperte indicano i colonnati della piazza.

L'opera era praticamente compiuta, infatti, nei secoli successivi ci furono pochi altri cambiamenti.

Laura Coricelli/Grandinotizie.it/25 gennaio 2001 ore 11:04


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