|
Dopo dieci secoli
di reciproche incomprensioni, l'inizio del Concilio Vaticano II,
il 25 gennaio del 1959, segna l'alba di un "nuovo giorno" nei
rapporti tra la Chiesa di Roma e di Costantinopoli: per la prima
volta dallo scisma del 1054 rappresentati dell'ortodossia, anche
se in veste di semplici osservatori, siedono nell'aula conciliare
insieme ai loro "fratelli" cattolici.
Ma la tappa memorabile sulla via del "reincontro" è rappresentata
dallo storico abbraccio tra il pontefice Paolo VI il patriarca
Athenagoras che il 7 dicembre del 1965 suggella il reciproco
perdono e la sottoscrizione dell'atto ecclesiale con cui "si è
tolto dalla memoria e dal mezzo delle Chiese" il ricordo delle
scomuniche che novecento anni prima, nel 1054, erano divenute
il simbolo dello scisma tra Roma e Costantinopoli.
"Quell'evento ecclesiale avvenne negli ultimi giorni del Concilio,
il 7 dicembre del 1965. L'assise conciliare si concludeva così
con un atto solenne che era al tempo stesso purificazione della
memoria storica, perdono reciproco e solidale impegno per la ricerca
della comunione", scrive Giovanni Paolo II nella lettera
enciclica Ut unum Sint.
"Questo gesto era stato preceduto dall'incontro di Paolo VI e
del Patriarca Athenagoras I a Gerusalemme, nel gennaio del 1964,
- documenta il Pontefice -durante il pellegrinaggio del Papa in
Terra Santa. In quell'occasione egli poté anche incontrare il
patriarca ortodosso di Gerusalemme, Benedictos. In seguito,
Papa Paolo poteva far visita al Patriarca Athenagoras al Fanar
(Istanbul) il 25 luglio del 1967 e, nel mese di ottobre dello
stesso anno, il patriarca era accolto solennemente a Roma. Questi
incontri nella preghiera additavano la via da seguire per il riavvicinamento
tra la Chiesa d'Oriente e la Chiesa d'Occidente ed il ristabilimento
dell'unità che esisteva tra loro nel primo millennio".
Dopo la morte di Papa Paolo VI ed il breve pontificato di Papa
Giovanni Paolo I, Giovanni Paolo II prende contatto con il
patriarca ecumenico Dimitrios I, che "aveva nel frattempo
assunto, nella sede di Costantinopoli, la successione del patriarca
Athenagoras". "Durante la mia visita al Fanar il 29 novembre del
1979 - scrive ancora il Papa - potemmo, il patriarca ed io, decidere
di inaugurare il dialogo teologico tra la Chiesa cattolica e tutte
le Chiese ortodosse in comunione canonica con la sede di Costantinopoli".
Dal "dialogo della carità" inaugurato nel 1979 discende l'istituzione
di una commissione mista che apre il "dialogo teologico" tra la
Chiesa cattolica romana e il mondo dell'ortodossia.
Lia Romagno/Grandinotizie.it/ 2 maggio 2001
ore 19:54
|