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Il primo Giubileo cristiano viene
istituito da papa Bonifacio VIII nel 1300. Da allora sono stati celebrati
ventisei Giubilei ordinari (incluso quello del 2000) e oltre un centinaio di Giubilei
straordinari (tra locali e universali). Prima indetto ogni cinquant'anni, poi,
dal 1475, ogni venticinque, il Giubileo si propone come rappresentativo del periodo
storico, culturale, religioso e sociale nel quale si svolge. Alessandro
VI celebra il Giubileo nel 1500, nel quale introduce le cerimonie che in parte
vengono osservate anche adesso. In quell'anno infatti il papa vuole che le quattro
porte sante (San Pietro, Santa Maria Maggiore, San Giovanni in Laterano, San Paolo
fuori le Mura) vengano aperte contemporaneamente. E proprio Alessandro VI colpisce
con alcuni colpi di martello la porta della basilica di San Pietro e varca la
soglia per primo, il 13 aprile del 1500. Le celebrazioni giubilari attraggono
sempre più pellegrini. Si calcola che nel 1650 la Roma conti 130 mila abitanti
e in quell'anno giubilare accoglie quasi un milione di pellegrini. Papa Innocenzo
X decide quindi di ridurre il numero delle visite alle basiliche.
Le celebrazioni giubilari sopravvivono fino al 1800 pur tra le tante crisi religiose
incontrate dalla comunità ecclesiastica. Basti pensare alla divisione della Chiesa
stessa tra Roma e Avignone nel primo 1400 - che determina l'astensione da parte
di cristiani francesi, spagnoli e in parte italiani aderenti alla parte scismatica
della Chiesa, dalla celebrazione giubilare - e la crisi religiosa iniziata nel
1517 in seguito alle critiche di Martin Lutero che andavano ad intaccare
uno dei punti saldi dell'Anno Santo: il principio delle indulgenze.
Minacciato dalla cultura illuministica del 1700 caratterizzata dall'empirismo
e dal materialismo, Papa Innocenzo XII celebra un giubileo improntato alla
spiritualità, al recupero della fede e alla devozione verso il sociale. In una
bolla contro il nepotismo, Innocenzo XII nega cariche e privilegi a parenti ed
amici. Inoltre destina le rendite del suo patrimonio ai poveri e sempre per il
giubileo del 1700 fa costruire ospizi per accogliere i pellegrini. L'800
si apre con una profonda incertezza politica: gli stravolgimenti dovuti alla Rivoluzione
Francese, la conseguente occupazione di Roma da parte delle truppe francesi e
la morte precoce del Papa in carica, Pio VI, strascichi di una fine del
700 burrascosa, fanno sì che l'Ottocento trascorra privo di celebrazioni.
La "rinascita" del Giubileo avviene con l'inizio del '900. Per la prima volta
anche il Governo italiano partecipa all'organizzazione del grande evento che vede
affluire a Roma pellegrini da tutto il mondo. Per il giubileo del 1900 arrivano
a Roma circa 600 mila pellegrini e per la prima volta la facciata e la cupola
di San Pietro vengono illuminate con la luce elettrica. Anche il giubileo
del 1925 è un evento enorme: Roma si riempie di un milione di pellegrini giunti
da ogni angolo del mondo con il treno, la nave e l'aereo. Papa Ratti presiede
una quindicina tra beatificazioni e canonizzazioni. Vuole, inoltre, che si tengano
congressi internazionali a Washington, a Charleroi, ad Hannover e ad Amsterdam,
favorendo pertanto l'Azione Cattolica e l'impegno della Chiesa nel campo sociale.
Il giubileo del 1950 è celebrato da Papa Pacelli. Questa celebrazione
si annuncia come un'occasione importante per una nazione uscita devastata dal
Secondo Conflitto Mondiale. Per la prima volta, il giubileo viene trasmesso via
radio. Più di duecento tra giornalisti, fotografi e cineoperatori assistono, il
24 dicembre del '49, all'apertura della Porta Santa in San Pietro. Ma
il primo giubileo a venire teletrasmesso e quindi ad arrivare in tutto il mondo
è quello del 1975 celebrato da Papa Montini. Per quanto riguarda
una più approfondita analisi della storia dei Giubilei consultate: www.giubileo.rai.it
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