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Il Papa segreto
Ora per ora, la giornata di Giovanni Paolo II

Non passa giorno senza che le televisioni di tutto il mondo, le radio, i giornali ed internet non forniscano immagini del Papa, non ne trasmettano la voce, non commentino ogni sua parola. Ma pochi conoscono Giovanni Paolo II nella sua quotidianità, come si svolge una sua giornata qualunque. Eppure in molti si saranno chiesti cosa fa il Papa quando si ritira nel suo appartamento: a che ora suona la sua sveglia, se guarda la televisione, quali sono i suoi cibi preferiti.

Con l'aiuto di persone a lui vicine, abbiamo ricostruito l'agenda della la sua giornata tipo.

Ore 5 - sveglia.
La sua sveglia suona molto presto, presumibilmente ancora prima dell'orario indicato. Pare, infatti, che Giovanni Paolo II prima di celebrare la messa nella cappella privata, preghi almeno per due ore.

Ore 6 - preghiera nella cappella privata.

Ore 7 - celebrazione della messa nella cappella privata.
Papa Wojtyla è solito celebrare la messa mattutina alla presenza di alcuni ospiti. Persone qualunque, suoi conoscenti, capi di Stato. A dicembre 2000, in particolare, il presidente Carlo Azeglio Ciampi e la signora Franca hanno chiesto di partecipare alla funzione per festeggiare in un unico giorno i loro rispettivi compleanni, approfittando del fatto che cadono a breve distanza l'uno dall'altro.

Terminata la messa il Papa consuma la prima colazione. Poi si reca nel suo studio dove insieme ai suoi collaboratori lavora fino al momento delle udienze quotidiane. Durante queste ore - e quelle pomeridiane - scorre velocemente la rassegna stampa e occasionalmente legge gli articoli di particolare interesse, si dedica alla stesura di discorsi pastorali e documenti ufficiali. Abitualmente comunica ai suoi collaboratori i temi guida dell'uno e dell'altro, ma si riserva sempre il controllo sulla stesura finale degli elaborati. Lavora sempre personalmente, invece, alla composizione delle encicliche, attività che svolge principalmente durante il soggiorno estivo a Castel Gandolfo.

Ore 11 - udienze
Il calendario delle udienze di cartello è gestito dalla Prefettura della casa pontificia. Capi di Stato e di governo, ministri, gruppi pastorali, si avvicendano ogni giorno per le visite pontificie ufficiali. Il mercoledì è il giorno destinato all'udienza generale, cui sulla base di un rigido calendario, e in un numero limitato per volta, è ammessa anche la gente comune.

Dopo le udienze il Papa si ritira nel suo appartamento per il pranzo. I suoi pasti sono sempre frugali e prediligono le ricette polacche. Alla sua tavola non mancano mai gli ospiti. Ad esempio, prima di ogni viaggio è solito invitare rappresentanti del paese che dovrà visitare. Sono spesso studenti, sacerdoti e prelati con i quali approfondisce la sua conoscenza della lingua, discutendo dei problemi del luogo. Due giorni prima della consueta visita domenicale ad una delle parrocchie romane - prassi interrotta durante l'Anno Santo - accoglie alla sua mensa il parroco e alcuni membri della comunità ecclesiastica. Ancora, prima di ogni sinodo ospita abitualmente un gruppetto di almeno dieci persone, tra vescovi e rappresentati laici, a pranzo e a cena.

Nel pomeriggio Wojtyla torna a lavorare nel suo studio dove si trattiene fino alle 18.

Ore 18 - ricevimento rappresentanti segreteria di Stato e delle congregazioni religiose.
Ogni giorno alle 18 Giovanni Paolo II riceve i rappresentanti della segreteria dello Stato pontificio e i membri dei diversi ordini religiosi. In base ad una agenda ben precisa, i vari ministri sono chiamati a riferire al capo dello stato del Vaticano sull'andamento dei rispettivi incarichi mentre le congregazioni hanno a disposizione questo appuntamento per discutere delle questioni relative al proprio ordine.
Al termine dell'orario di ricevimento Sua Santità si ritira per la cena.

Talvolta indugia qualche momento davanti al televisore per ascoltare i titoli dei telegiornali (è uno dei rari momenti in cui guarda la tv). Anche il pasto serale è semplice e molto spesso si svolge in compagnia di ospiti.

Dopo cena torna nella sua stanza da letto dove si dedica alla lettura e allo studio.

Personale e collaboratori
E' sicuramente Angelo Gugel, l'aiutante di camera, la persona più vicina al Sommo Pontefice. E' il suo cameriere personale, lo accompagna ovunque e gli è accanto in ogni momento della giornata, tranne che sull'altare. Gugel è un laico e vive entro le mura vaticane insieme alla sua famiglia.

Oltre all'aiutante di camera, il Papa può contare su un nutrito gruppo di servizio e dell'aiuto delle suore polacche che ha voluto con sé fin dall'inizio del suo pontificato.
Dispone, inoltre, di un segretario particolare monsignor Stanislaw Dziwisz, suo braccio destro già ai tempi del vescovato di Cracovia.

Appartamenti
Le stanze private del Papa si trovano al terzo piano del palazzo Apostolico, in fondo alla galleria di sinistra della terza Loggia, e a cui si accede dal Cortile di S. Damasco. Fu Pio X a trasferirlo in questa zona del palazzo nel 1903. Pio XII lo rinnovò durante i primi mesi del suo pontificato, rendendolo più confortevole, mentre Paolo VI nel 1964 ne predispose la completa ristrutturazione.

Tuttavia, si racconta che i vari interventi cui è stato sottoposto non hanno alterato la sua funzionalità. E' sicuramente accogliente, affrescato, ma meno sontuoso e meno ricco dei mobili dei dipinti preziosi che arredano le stanze del secondo piano, l'appartamento papale di rappresentanza che la televisione ha mostrato al mondo.

La porta di "casa" di Giovanni Paolo II si apre su un vestibolo che conduce ad un grande salone, in corrispondenza della biblioteca privata posta al secondo piano. Un piccolo ufficio destinato al suo segretario particolare consente l'ingresso al suo studio privato, dalla cui finestra si affaccia per recitare l'Angelus domenicale. Seguono la camera da letto, la cappella privata, completamente decorata da artisti italiani moderni e la sala da pranzo da cui si accede alla varie stanze di servizio. La cappella e la sala da pranzo sono le uniche parti dell'appartamento privato conosciute ai più perché Wojtyla ha sempre aperto ai suoi ospiti le porte di questi ambienti.

Papamobile
Non esiste un'unica papamobile. In Vaticano ce ne sono almeno due. In occasione dei viaggi del Pontefice nei paesi europei la macchina lo precede di alcuni giorni mentre quando si reca in paesi più lontani i costi di trasporto rendono conveniente la costruzione di una nuova autovettura, che al termine della visita pastorale rimane in qualche diocesi locale. Le case automobilistiche solitamente fanno dono al Papa della particolarissima vettura, curandone al massimo ogni dettaglio. Negli ultimi anni gli ingegneri impiegati nella progettazione della papamobile hanno cercato di rendere l'accesso al mezzo più comodo possibile.

Cinema
La passione del Pontefice per le arti è cosa nota. Il suo passato da autore teatrale ne costituisce una diretta testimonianza. Non stupisce, quindi, che quando gli impegni glielo consentono si dedichi alla visione di alcune pellicole cinematografiche. All'interno del Vaticano, precisamente a palazzo San Carlo, esiste una sala di proiezione dotata di una cineteca molto fornita, gestita dal Pontificio consiglio per la comunicazione sociale. Ma è soprattutto durante i mesi estivi che Giovanni Paolo II coltiva il suo amore per la cinematografia. Ha sicuramente apprezzato La vita è bella di Roberto Benigni, e si sa che ha assistito con piacere alla proiezione del film dei due film del regista polacco Krysztof Zanussi che in qualche modo lo chiamano in causa: il primo, Un uomo venuto da lontano, racconta la vita del pontefice mentre il secondo Fratello del nostro Dio è tratto da un dramma teatrale scritto dallo stesso Wojtyla.

Abiti
Sono tante le sartorie che si fregiano del titolo di pontificie, ma sembra si tratti più che altro di un'investitura che alcuni sarti si sono assegnati in maniera del tutto autonoma.

E' certo, invece, che siano le suore che Giovanni Paolo II ha portato con sé da Cracovia ad occuparsi della cura quotidiana dei suoi abiti.

Lia Romagno/Grandinotizie.it/25 gennaio 2001


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