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Il punto. 10-11 aprile: Conferenza internazionale di Palermo
Programma
La Conferenza internazionale sull'e-government per lo sviluppo è stata promossa dal ministro per l'Innovazione e le Tecnologie del governo italiano Lucio Stanca con il sostegno del dipartimento degli Affari Sociali ed Economici delle Nazioni Unite (Un/Desa). Come sede è stato scelto Palazzo dei Normanni, sede del parlamento siciliano, a Palermo. Partecipano 80 Paesi con circa 450 rappresentanti. I delegati italiani sono circa 150. Gli obiettivi. Primo, far conoscere innanzitutto le opportunità offerte dalla riforma digitale dello Stato nel processo di sviluppo economico e sociale. Secondo, come applicare praticamente l'e-government per promuovere l'efficienza e la trasparenza delle Pubbliche Amministrazioni. Terzo, illustrare come questa "rivoluzione" può favorire lo sviluppo dei processi democratici e aumentare così la possibilità dei paesi in via di sviluppo di attrarre investimenti stranieri ed assistenza finanziaria. Quarto, discutere le modalità di soluzione dei problemi dei governi per lo sviluppo e l'attuazione del progetto di riforma digitale dello Stato.
Il programma, punto per punto:
- Tendenze globali di e-government nel processo di sviluppo
- Iniziativa italiana sull'e-government per lo sviluppo
- Contesto di attuazione dell'e-government - Benefici economici dell'e-government
- Benefici sociali dell'e-government
- Impatto dell'e-government sullo sviluppo, sull'efficacia e sulla trasparenza delle istituzioni
- E-governance ed e-democracy
- Finanziamenti e partnership settore pubblico e privato
- Elementi e principi per un piano d'azione aperto sull'e-government per lo sviluppo
Interventi. Subito un progetto per la banda larga Erkki Liikanen, Commissario europeo per le telecomunicazioni "Per sviluppare i servizi, anche quelli per l'e-government, serve una velocità di connessione maggiore di quella attuale, dunque il progetto europeo per la banda larga dovrà essere pronto per il 2005. Ci sono tre livelli per arrivare a ciò che bisogna considerarre: uno europeo, uno nazionale ed uno locale. A livello europeo pensiamo ad una neutralità nei confronti dei mezzi di connessione, cavo, satellite, wireless, in modo da aumentare la concorrenza, ridurre i costi ed avere le condizioni migliori. A livello nazionale, invece, è importante raccogliere esperienze che riescano a coinvolgere anche le aree più remote. Per questo cerchiamo di raccogliere le migliori esperienze per mettere a punto il piano entro maggio, per poi presentarlo ufficialmente a giugno".
Interventi. Banca Mondiale: "Italia paese leader per l'e-government" Jean Francois Richard, vicepresidente della Banca Mondiale "L'Italia è stato uno dei Paesi più attivi nel settore e nel campo delle nuove tecnologie sta emergendo come Paese leader. Tra tutti i Paesi industrializzati è forse quello che ha accumulato le esperienze più interessanti e che saranno utili e sempre più decisive per lo sviluppo dei paesi poveri. Infatti dopo un periodo in cui la cooperazione era stata dimenticata, oggi il settore dell'aiuto allo sviluppo sta crescendo di nuovo e sta diventando sempre più importante. Ma ci rimane ancora molto da fare per un e-government 'compiuto', almeno l'80-90 per cento del lavoro è davanti a noi".
Interventi. Sviluppo tecnologico e identità culturale Francesco Musotto, presidente della Provincia di Palermo "Uno sviluppo tecnologico che sia rispettoso delle singole identità culturali. Questo auspico. Non si tratta di seguire il progresso della scienza ma di creare in ogni parte del pianeta un processo di crescita omogenea perché si realizzi una pacifica convivenza fra i popoli".
Interventi. Berlusconi: "Una grande opportunità per tutti" Silvio Berlusconi, presidente del Consiglio "L'e-government è una grande opportunità per tutti i Paesi, soprattutto per quelli che si stanno avviando sulla strada dello sviluppo. La riforma digitale dello Stato infatti è la strada che occorre perseguire per rendere le pubbliche amministrazioni dei Paesi più poveri trasparenti, affidabili, controllabili. Solo così sarà possibile eliminare ogni ostacolo per chi vuole dare loro. Invece per quanto riguarda l'Italia l'idea che realizzeremo è quella di un modello di Stato che reinventi la sua pubblica amministrazione rendendola capace di cambiare, finalmente in meglio, la vita degli italiani".
Interventi. Eliminazione del "digital divide" Nitin Desai, vice segretario generale dell'Onu "L'eliminazione del divario digitale e lo sviluppo delle tecnologie sono tra le priorità delle Nazioni Unite e per questo sono importanti le iniziative come la conferenza internazionale di Palermo. Aspettiamo ora di vedere gli sviluppi del lavoro di questa task force, noi saremo attentissimi a seguire e a favorire questo progetto".
Interventi. Conferenza europea in Italia nel 2003 Lucio Stanca, ministro dell'Innovazione e delle Tecnologie "Nell'estate del 2003 l'Italia ospiterà la seconda conferenza europea sull'e-government, in occasione del suo semestre di presidenza dell'Ue. Sarà l'occasione per fare il punto della situazione per quanto riguarda i membri dell'Unione. Una sezione della conferenza sarà dedicata ai paesi in via di sviluppo e alle iniziative concrete che abbiamo progettato: anzi, spero che per quella data avremo dei risultati concreti anche per quanto riguarda i dieci obiettivi che ci siamo dati per la legislatura".
Cronologia. Passi significativi verso la riforma digitale
13 febbraio: il progetto del ministro Obiettivo: uno Stato digitalizzato. E secondo il ministro per l'Innovazione e le Tecnologie, Lucio Stanca ci si arriva seguendo dieci linee guida. Tra queste la fornitura on line di tutti i servizi prioritari, l'emissione di 30 milioni di carte d'identità elettroniche, la diffusione di un milione di firme digitali, l'accesso on line all'iter delle pratiche in due terzi degli uffici della Pubblica Amministrazione. Sul piano d'accordo tutto il governo. Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha promesso: "Entro la fine della legislatura tutti con le carte d'identità elettroniche".
14 gennaio: il ministro Stanca accelera "Le informazioni non bastano, i siti devono fornire servizi, permettere una transazione completa al cittadino o all'impresa". Sono le parole con le quali il ministro per l'innovazione e le tecnologie Lucio Stanca ha presentato i progetti del ministero per l'e-governement il 14 gennaio a Bologna. "I siti dei comuni forniscono quasi esclusivamente informazioni e, in una percentuale elevata, spesso non aggiornate" ha sottolineato criticamente il ministro. Che poi ha proseguito: "Che valore ha per un cittadino un sito che dà informazioni spesso non aggiornate? Questo è un modo di cambiare per non cambiare niente".
1 gennaio 2002: Inghilterra, Galles e le denunce on line Inghilterra e Galles: dal primo gennaio nessuna denuncia attraverso avvocati. Se avete subito un danno economico ed esigete un risarcimento lo potete fare on line. Il governo britannico ha infatti messo a disposizione un sito. Si chiama Money Claim Online e si trova all'indirizzo www.courtservice.gov.uk/mcol. La cifra non deve superare però le 100mila sterline (163mila euro circa). Basta un clic per presentare la richiesta e produrre attraverso moduli on line la documentazione necessaria e firmarla. Un passo importante per la semplificazione digitale della pubblica amministrazione.
Italia. A che punto siamo?
Approfondimenti. Un piano in dieci punti Ecco il progetto del ministro Stanca: 1. Fornitura on line di tutti i servizi prioritari 2. Emissione di 30 milioni di carte d'identità elettroniche 3. Diffusione (entro il 2003) di un milione di firme digitali 4. Approvvigionamento tramite e-procurement di beni e servizi della pubblica amministrazione per il 50 per cento della spesa 5. Totalità delle comunicazioni interne alla Pubblica Amministrazione tramite posta elettronica 6. Gestione on line di tutti gli impegni e mandati di pagamento 7. Alfabetizzazione certificata di tutti i dipendenti pubblici eleggibili 8. Erogazione tramite e-learning di un terzo della formazione dei dipendenti pubblici 9. Accesso on line all'iter delle pratiche in due terzi degli uffici della Pubblica Amministrazione 10. Sistema per valutare la soddisfazione del "cliente" in tutti gli uffici che erogano servizi.
Approfondimenti. Banda larga, telelavoro, patente digitale Alcuni progetti - paralleli al piano e che il ministro si propone di promuovere con forza - sono già partiti. 1. Banda larga 2. Telelavoro In Italia i telelavoratori sono 720 mila (il 3,6 per cento della forza lavoro). Pressoché inesistenti nella pubblica amministrazione. In Europa, secondo i dati forniti dal ministro, sono 9 milioni in tutto. In Svezia, Finlandia, Danimarca e Olanda costituiscono il 10 per cento dei lavoratori. In Germania e Gran Bretagna oscillano tra il 5 e il 10. 3. Patente digitale La patente informatica europea (European Computer Driving Licence - Ecdl)è uno strumento di incentivazione e monitoraggio dell'effettivo avanzamento della società. In Italia vi sono 2mila test center attivi distribuiti su tutto il territorio. Questo standard per ora è stato adottato dal ministero dell'Istruzione per la certificazione delle competenze informatiche nella scuola. Storia. Un progetto "trasversale", da Bassanini (centrosinistra) a Stanca (centrodestra) Si comincia a parlare concretamente di e-government in Italia nella primavera del 2000. E' l'allora ministro della Funzione pubblica del governo Amato Franco Bassanini a tracciare le linee del progetto di riforma informatica della Pubblica amministrazione. Il documento finale porta la data del 23 giugno dello stesso anno. L'Italia vuole essere in prima linea. Ha la possibilità di organizzare il Global Forum di Napoli (15-17 marzo 2001) per discutere sul tema. Con l'affermazione del centrodestra alle elezioni del 13 maggio, cambia governo e cambia ministro. Eredita il piano Bassanini il ministro per l'Innovazione e per le Tecnologie Lucio Stanca che rilancia con forza il progetto. Propone all'Ue la realizzazione di una carta di identità europea, stanzia 500 miliardi di lire per portare avanti il piano di rinnovamento italiano, ottiene la possibilità di organizzare la prossima conferenza sull'e-government in Italia nel 2003.
Curiosità. I "primi passi", dalla prima firma digitale al fisco on line La prima firma digitale è stata posta presso il Comune di Bologna per il rinnovo di un contratto il 21 dicembre 2001. Il battesimo delle prime carte d'identità elettroniche è avvenuto a Roma circa un mese prima, l'8 di novembre, ma in ritardo a quanto previsto. Infatti dovevano essere già "a regime" per il Global Forum di Napoli a marzo. I pochi beneficiati sono 20 dipendenti della circoscrizione Roma Appia. Novembre 2001. All'Italia viene attribuita dalla Commissione europea l'"e-government label" per Fisco on line (www.agenziaentrate.it/comunicare/fisco_online/index.htm). Si tratta di un riconoscimento importante ma isolato. Nel complesso infatti siamo in ritardo. L'Italia non è tra i primi venti Paesi al mondo a livello di realizzazione delle strutture per arrivare all'e-government.
Cos'è l'e-government
Definizione E' l'informatizzazione della pubblica amministrazione. Dunque uffici e sportelli di ministeri e di enti pubblici raggiungibili direttamente da casa. Basta avere a disposizione un computer collegato ad internet.
Le esigenze Il tutto nasce da due esigenze. Uno, snellire la burocrazia a vantaggio del cittadino. In pratica niente più spostamenti per raggiungere le sedi amministrative, niente più code, documenti da produrre e altri impedimenti di alcun genere. Due, abbattere le spese di gestione e di conseguenza contenere i bilanci della pubblica amministrazione a tutti i livelli.
In cosa consiste La pubblica amministrazione fornisce servizi mirati e "trasversali" rispetto alle competenze di ciascun ministero o ente. Ma soprattutto accessibili sempre, 24 ore al giorno e 7 giorni alla settimana. Per avere un'idea complessiva del progetto il ministero ha pubblicato un sito sulla rivoluzione informatica della pubblica amministrazione: www.pianoegov.it.
Strumenti. Cosa serve per realizzare l'e-government
Rete nazionale Innanzitutto collegamento di tutte le reti. Centrali, regionali, locali, di categoria e di settore amministrativo, quelle già esistenti e quelle in via di attivazione. Tutti i settori pubblici accedono alle informazioni. Per ottenere l'omogeneità del sistema ci dev'essere alla base un accordo e una pianificazione tra governo, regioni ed enti locali.
Carta d'identità elettronica Oltre ad essere un documento di riconoscimento, sarà utilizzabile per accedere ai servizi pubblici e dovrebbe funzionare anche da bancomat. Si sta anche pensando a studiarne una europea. Per il ministro per l'Innovazione e le Tecnologie Lucio Stanca la realizzazione di questo progetto ha la massima priorità. "Dopo l'11 settembre sono notevolmente aumentate le esigenze di sicurezza. La carta d'identità elettronica le soddisfa a pieno, sotto il profilo dell'identità fisica e sotto il profilo dell'identità digitale".
Firma digitale Serve per dare validità giuridica alle transazioni economiche e anche ad altri rapporti tra le pubbliche amministrazioni e i privati (ad esempio le dichiarazione delle imprese a Inps, Inail). In sostanza contratti e documenti si firmano on line.
Realizzazione. Come si dividono il lavoro gli Enti locali Informatizzazione e interconnessione queste le parole d'ordine. La necessità di garantire l’omogeneità dei servizi in tutta Italia tuttavia non impedisce a ogni singola Regione di procedere all’innovazione secondo linee e strategie proprie. Le Regioni attivano – come già in parte fatto – le rispettive reti di interconnessione tra gli enti locali del proprio territorio. I Comuni realizzano gli sportelli di front-office. Due finalità: migliorare il rapporto diretto con i cittadini e le imprese, superare le differenze nella qualità dei servizi forniti tra le diversi zone del Paese.
Formazione. Dipendenti pubblici a scuola Occore un'adeguata formazione per i dipendenti pubblici che vedranno cambiare il loro lavoro. Nel piano iniziale erano previste 30 ore di corso per ogni dipendente. Si è cominciato con 400mila "studenti".
Servizi. Il cittadino e l'e-government
Portale unificato delle norme Utile per la consultazione di norme, decreti, leggi. Un enorme data base con un motore di ricerca che consente di avere informazioni.
Portale unificato dei servizi I cittadini possono reperire moduli, compilare dichiarazioni e chiedere servizi. Attraverso i link del portale il cittadino accede a tutte le amministrazioni. L'intero Stato - comuni, regioni, province, enti, ministeri - in un clic, senza più file per richiedere o acquistare moduli.
Anagrafe Un vero e proprio indice on line dei cittadini italiani gestito dal ministero dell'Interno. I Comuni partecipano per gli aggiornamenti.
Catasto In linea anche i dati catastali a disposizione dei Comuni, dei cittadini, dei professionisti. L’obiettivo è quello di rendere disponibili tutte le informazioni relative al territorio e più agevoli le pratiche e le verifiche relative alle posizioni Ici. Per realizzare ciò, è necessario uno scambio permanente di dati tra il ministero delle Finanze e i Comuni.
Certificati Scompaiono. E scompare anche l'autocertificazione, in vigore formalmente dal marzo 2001, con il nuovo portale. I funzionari dello Stato possono verificare in tempo reale la veridicità delle dichiarazioni rilasciate dai cittadini. In sostanza tocca direttamente all'amministrazione verificare, non al cittadino dimostrare qualcosa.
Lavoro e collocamento Un portale di servizi all'impiego che consente l'incontro diretto tra domanda e offerta. Per chi cerca lavoro nessuna attesa all'ufficio di collocamento.
Imprese Aziende e società trasmettono per via telematica tutti i moduli e le comunicazioni richieste dallo Stato per lo svolgimento delle loro attività. Accedono inoltre a tutte le informazioni disponibili sul sistema delle imprese.
Aste pubbliche (e-procurement) Le amministrazioni pubblicano sul web le proprie richieste di fornitura. Aste telematiche e bandi di gara on line potrebbero fruttare risparmi significativi allo Stato. Il sistema è pressapoco quello dell'e-commerce che attualmente esiste nel settore privato. Ovvero acquisti e pagamenti in rete.
Il dibattito e le opinioni: perché è utile e quali sono i rischi
Nitin Desai (marzo 2001) Sottosegretario Generale del Dipartimento di Economia e Affari Sociali delle Nazioni Unite "L'e-government può amplificare la voce dei deboli e può aiutare i cittadini a partecipare in maniera più efficace e diretta ai processi di governo. Inoltre può essere lo strumento per orientare il processo di globalizzazione verso la direzione giusta".
Documento della Banca mondiale (marzo 2001) "La Banca Mondiale si sta rendendo conto di avere un ruolo fondamentale per aiutare i paesi in via di sviluppo a risolvere i loro problemi ed è per questo motivo che è interessata a promuovere le applicazioni dell'e-government nel maggior numero possibile di Paesi. L'e-government può concretamente aiutare questi Paesi".
Franco Bassanini (marzo 2001) Ministro della Funzione pubblica fino al 10 giugno 2001 "Puntando sulla diffusione e sulla capacità di utilizzo delle nuove tecnologie, noi possiamo per la prima volta generare dei processi autopropulsivi di crescita e di sviluppo nei paesi sottosviluppati. Qualsiasi ragazzino indiano è in grado in pochi mesi di diventare, da solo, un esperto di computer".
Giuliano Amato (marzo 2001) Presidente del Consiglio fino al 10 giugno 2001 "Le nuove tecnologie possono essere utili per avere informazioni senza doverle chiedere ad altri. E quindi di fatto per non essere costretti a dire i motivi per cui si vogliono sapere le cose. Non tutti ricordano che nel secolo scorso c'erano regimi totalitari che privavano i cittadini degli elenchi telefonici e degli orari dei treni. Costringevano così le persone a chiedere queste cose all'autorità. E così l'autorità poteva chiedere loro il perché".
Stefano Rodotà (marzo 2001) Garante per la privacy "La carta di identità elettronica può essere uno strumento molto importante, ma può creare problemi. Per esempio, se in futuro vi saranno inseriti i dati sulla salute delle persone. Il giudice dei dati da inserire e dei dati che possano essere trattati non può che essere il diretto interessato".
Lucio Stanca (gennaio 2002) Ministro per l'Innovazione e per le Tecnologie "Queste tecnologie sono un fattore di crescita, soprattutto per i paesi in via di sviluppo. In Italia abbiamo definito un progetto nel campo dell'e-government, per aiutare questi Paesi a far sì che le loro pubbliche amministrazioni diventino più efficienti ma soprattutto trasparenti e che quindi forniscano più fiducia a chi deve aiutare o chi deve investire dall' esterno".
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