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Una città, un fiume La città sorge sul fiume omonimo. Un corso d'acqua lungo oltre 700 chilometri, tra i più importanti dell'Asia Centrale, soprattutto perché navigabile per lunghi tratti.
Una città sull'altopiano Kabul sorge a 1.800 metri di altitudine, sull'altopiano dell'Afghanistan centro orientale. Ha sempre avuto un'enorme importanza strategica in quanto è situata vicino al passo Khyber, il valico montano che collega l'Afghanistan e il Pakistan. Nell'antichità il Khyber è stato un passaggio obbligato per gli eserciti dei sovrani che volevano invadere l'India, tra i quali Dario I, Alessandro Magno e Babur.
Un'origine antichissima Kabul esiste da almeno 3.500 anni. Viene citata nei Rig Veda, i sacri testi indiani, nel 1500 a.C. e da Tolomeo nel II secolo d.C.
Una città di tagiki I tagiki, di lingua persiana, costituiscono il gruppo etnico predominante di Kabul.
1992: fuga da Kabul Nel 1988 (cioè in piena occupazione sovietica) Kabul aveva 1.424.400 abitanti. Nel 1993, un anno dopo la caduta del governo comunista di Najibullah, con al governo Rabbani e Dostum gli abitanti erano 700.000. Il dimezzamento della popolazione è causato dagli scontri tra fazioni opposte dei mujaheddin.
L'Invasione sovietica Nel 1979 Kabul è invasa dalle forze sovietiche, che si ritireranno dall'Afghanistan solo nel 1988. L'Urss sostiene prima il governo di Babrak Karmal e poi quello di Muhammad Najibullah. Comincia una guerra sanguinosissima che però risparmia la capitale. A Kabul si verificano solo scontro notturni in periferia. Ma la città non viene mai bombardata e al momento del ritiro dei russi è praticamente integra. Un ufficiale sovietico dirà in seguito: "Noi avevamo il pieno controllo dell'Afghanistan. Di giorno. La notte i padroni erano i mujaheddin".
I bombardamenti di Hekmatyar Nel 1992 i mujaheddin conquistano Kabul. Najibullah si rifugia nella sede dell'Onu. Subito dopo iniziano gli scontri tra le forze del presidente Burhanuddin Rabbani, e quelle del primo ministro Gulbuddin Hekmatyar. In particolare, le forze di Hakmatyar bombardano la capitale dalle colline circostanti. Non c'è quasi edificio che non sia colpito dalle granate dell'Hezb-i-Islami. Il declino di Kabul comincia così. Chi può fugge altrove. Per chi rimane comincia una vita di freddo e miseria.
27 settembre 1996: arrivano i Talebani Gli scontri continuano e ne approfittano i Talebani. Il 27 settembre 1996 il mullah Mohammad Omar indossa il mantello appartenuto al Profeta Maometto (come è testimoniato da una ripresa ormai storica della Bbc) e guida l'assalto finale alla capitale. Najibullah è prelevato dalla sede Onu, evirato e impiccato ad un lampione. Poi i Talebani impongono il loro ordine: cinque anni di terrore.
Le donne di Kabul Per cinque anni hanno dovuto rinunciare a qualsiasi parvenza di vita civile. Subito dopo la caduta dei Talebani hanno organizzato una manifestazione per rivendicare i loro diritti. Ma sono in molte a temere un futuro comunque duro. Nell'Alleanza del Nord ci sono forze nettamente refrattarie a qualsiasi forma di emancipazione femminile.
Le donne prima del 1992 Le prime restrizioni alle donne sono imposte dal governo Rabbani-Dostum. Non va dimenticata che i mujaheddin che sconfiggono Najibullah vogliono tutti (seppure con sfumature diverse) creare una società islamica. Mentre fino ad allora la società afghana (e quella di Kabul in particolare) era laica. Le donne erano tra le più emancipate della regione. E, agli occhi dei visitatori occidentali, anche le più belle.
L'economia di Kabul Sede di industrie tessili, conciarie, alimentari e chimiche, Kabul è sempre stato anche un grande mercato agricolo posto al centro di importanti vie di comunicazione.
Bellezze artistiche Monumenti di interesse artistico sono il minareto, la fortezza e la moschea Pol-i-Khishti.
L'università L'Università di Kabul viene fondata nel 1932 ed era la maggiore istituzione educativa del paese prima della guerra del 1992, che ne provocò la chiusura.
Tv e radio e cinema Riaprono dopo la caduta dei Talebani. Alla tv compare anche una speaker. Al cinema vanno solo gli uomini. Va detto che il primo a chiudere cinema e teatri fu Rabbani nel 1994.
Lo zoo di Kabul Anche lo zoo era stato chiuso dai Talebani. Ora riapre, ma gli animali sono ridotti malissimo, denutriti e malati. E' sopravvissuto ai bombardamenti il leone, cieco ad un occhio. Aveva sbranato il guardiano e il fratello, talebano, lo aveva accecato per vendetta.
I barbieri di Kabul Giorni di lavoro intenso dopo anni di inattività. I Talebani obbligavano gli uomini a portare la barba lunga. Ora si radono quasi tutti, anche per non essere scambiati per seguaci del mullah Omar. Nel 2000 ventotto barbieri finirono in carcere per aver eseguito tagli come quello di Leonardo Di Caprio in Titanic. L'accusa era di diffondere uno stile occidentale e anti-islamico.
La musica a Kabul Torna anche la musica. Il primo a proibirla negli esercizi pubblici fu Rabbani nel 1994. Si poteva suonare solo nelle case e in occasione di matrimoni. I Talebani la proibirono completamente.
Il museo di Kabul Il museo di Kabul, gravemente danneggiato dai combattimenti avvenuti tra il 1992 e il 1994 custodisce preziose testimonianze dell’arte buddhista e induista, ricordo della perduta ricchezza culturale dell’Afghanistan antico. Il museo è chiuso al pubblico dal 1990 ma al suo interno si troverebbero ancora alcune opere importanti. Di particolare pregio, una statua del Buddha alta un metro e antica circa duemila, che gli esperti ritengono di valore inestimabile. Non è chiaro cosa è sopravvissuto alla furia dei Talebani.
La Kabul hippy degli anni Settanta Sono moltissimi i giovani europei e nordamericani che nel viaggio verso l'India si fermano a Kabul per apprezzarne i "paradisi artificaili". La strada più frequentata era Chicken Street, piena di chai kanè (case da tè) divenute vere e proprie fumerie. L'odore dell'hascisc era una presenza costante del quartiere hippy di Kabul. Il cimitero cristiano era però pieno di lapidi che raccontavano le tragedie delle vittime della droga che era abbondante e a buon mercato. Bruce Chatwin racconta quella Kabul nel libro Viaggio in Afghanistan.
Tele Kabul, ovvero Rai Tre E' il marzo 1987. Il Partito socialista italiano celebra il suo congresso a Rimini. Giuliano Ferrara si scaglia contro la Rai lottizzata dai partiti politici e definisce Rai Tre (egemonizzata dal Partito comunista) "Tele Kabul". Da allora l'espressione diventa molto comune. viene estesa all'informazione considerata di parte. Kabul nella storia L'antica comunità di Kabul iniziò ad acquistare importanza nel 1504, quando fu scelta come capitale da Babur, capostipite della dinastia imperiale indiana Moghul (1526-1530). Declassata da Delhi nel 1526, la città rimase tuttavia un importante centro moghul fino all'avvento dei persiani (1738), guidati da Nadir Shah. Nel 1747 entra a far parte dello stato afghano indipendente e, verso il 1770, ne diventa la capitale, al posto di Kandahar. Contesa da inglesi, persiani e russi per il controllo del passo Khyber, nel corso del XIX secolo la città viene occupata per due volte dalle truppe britanniche (1839-1842 e 1879-80). Nel 1560 lo storico e principe musulmano Abu Fazil scriveva: "Quello degli Stati Europei che riuscirà a diventare padrone del territorio afghano, affermerà il proprio incontrastato dominio su tutta quella parte del globo che dal Caspio e dal Golfo Persico va sino all'Oceano Indiano e al Mar Giallo".
Antonello Sacchetti
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