I Signori della guerra dell'Afghanistan
Alleanza del Nord
Uomini, fatti e intenzioni dei protagonisti del dopo Talebani


  Alleanza del Nord
 

La conferenza di Bonn ha deciso: sarà Hamid Karzai (di etnia pashtun) il premier del governo provvisorio afghano. La delegazione dell'Alleanza del Nord ha giocato un ruolo di primo piano nel vertice, facendo pesare i successi militari ottenuti, primo tra tutti la presa di Kabul.

Cosa è esattamente l'Alleanza del Nord? Secondo il comico americano Dave Letterman bisogna conoscerla per "scoprire contro chi combatteranno gli Usa tra un anno". Dietro una battuta si nasconde un pericolo reale. L'Afghanistan è un Paese, non una nazione. Un Paese diviso da odii secolari tra le etnie. Le alleanze cambiano rapidamente a seconda delle esigenze dei singoli "signori". Il professore di studi afghani Abdullah Jan Khalil ha detto alla Reuters: "Il sole può sorgere a Occidente e un eunuco può dar vita a un bambino, ma si deve sempre ricordare una cosa: mai fidarsi di un afghano"...

(Vedi anche IL FATTO Afghanistan)

  INDICE
 

Cos'è l'Alleanza del Nord
E' l'eterogenea coalizione di forze che dal 1996 si oppongono ai Talebani. L'Alleanza è detta del Nord perché nasce nella Valle del Panshir, l'unica regione del Paese sfuggita all'avanzata dei seguaci del Mullah Omar.

L'irresistibile avanzata su Kabul
Fino al 7 ottobre 2001, l'Alleanza è relegata nel Panshir. Controlla appena il 10 per cento del territorio nazionale afghano. Poi gli Usa attaccano l'Afghanastan e l'Alleanza comincia ad avanzare. Dopo un mese di raid americani la macchina militare dei Talebani è a pezzi. L'Alleanza avanza impetuosamente e in meno di cinque giorni (qualcuno ha parlato di cento ore) arriva a Kabul. I Talebani rimangono isolati a Kandahar nel Sud e Kunduz nel Nord.

Chi fa parte dell'Alleanza del Nord
Il leader storico era il tagiko Ahmad Massud, ucciso nel settembre 2001 da un commando suicida, quasi certamente agli ordini di Osama Bin Laden. Il suo posto è stato preso dall'uzbeko Rachid Dostum. Nella coalizione c'è anche Burhanuddin Rabbani il legittimo presidente dell'Afghanistan destituito nel 1996 e reinsediatosi all'indomani della conquista di Kabul. Altro elemento di spicco è Ismail Khan, leader della minoranza sciita.

Usa ed Alleanza
Un sodalizio quasi casuale e apparentemente molto fragile. Il Pentagono aveva chiesto all'Alleanza di non calare su Kabul prima di una decisione politica che desse un assetto politico all'Afghanistan del dopo Talebani. Ma Dostum e Rabbani hanno invece mosso le truppe alla conquista della capitale. Il più irrequieto nei confronti degli occidentali è Ismail Khan. Vorrebbe che le truppe inglesi e americani lasciassero l'Afghanistan il prima possibile.

Quando nasce l'Alleanza
Di fatto dopo il 27 settembre 1996, giorno della presa di Kabul da parte dei Talebani. Le fazioni che dal 1992 si contendono il governo del Paese decidono di coalizzarsi contro gli "studenti del Corano", creatura dei servizi segreti del Pakistan e finanziati da Arabia Saudita e Cia.

Afghanistan dal 1992 al 1996
Nel 1992 le forze che avevano combattuto l'invasore sovietico (1979-1989) e si erano opposte al governo fantoccio di Najibullah entrano a Kabul. La resistenza afghana era divisa, essenzialmente su basi etniche, in quattro componenti principali: la Jamiat-i Islami, islamica moderata, composta da tagiki e guidata da Massud e da Burhanuddin Rabbani; l’Hezb-i Wahdat, sciita, guidata dallo sceicco Ali Mazari e sostenuta dall’Iran; l’Hezb-i Islami, islamica radicale, appoggiata dal Pakistan, composta essenzialmente da pashtun e guidata da Gulbuddin Hekmatyar; infine, gli uzbeki del generale Rashid Dostum. In breve tempo i contrasti etnici e politici in seno alla Resistenza esplodono violentemente, soprattutto tra gli islamici moderati di Rabbani e Massud, che aveva assunto la presidenza del paese ed era sostenuto da Dostum, e l’Hezb-i Islami di Hekmatyar. Si torna alla guerra civile. I Talebani approfittano del caos e nel giro di due anni entrano Kabul. Vi rimarranno fino al novembre 2001.

Amici e nemici dell'Alleanza
Sostengono l'Alleanza Iran e Russia. Il Pakistan è invece un suo nemico giurato. Islamabad è stato il principale alleato dei Talebani e teme di essere tagliato fuori dalla grande spartizione delle pipeline che dall'Asia centrale dovrebbero portare gas naturali fino alla Turchia.

I signori della guerra
Più che una coalizione, l'Alleanza del Nord è un coacervo di forze ed etnie diverse. Unite soltanto dalla volontà di combattere i Talebani. Il problema è vedere cosa succederà una volta sconfitti gli "studenti del Corano". A comandare sono i comandanti delle varie componenti, veri e propri "signori della guerra". Vediamo nel dettaglio chi sono.

Burhanuddin Rabbani
Presidente legittimo deposto nel 1996 dai Talebani, non ne voleva sapere di un ritorno del re Zahir Shah, lo considera un nemico e non è disposto ad alcuna forma di compromesso. Ma nella conferenza di Bonn ammorbidisce la sua posizione e accetta di passare la mano a Karzai, fedele all'ex monarca.

Saleem Khan
Dopo la morte di Massud, guida i guerriglieri di etnia tagika. E' un abile stratega militare.

Rachid Dostum
Leggendario comandante del gruppo uzbeko. Lo avevano dato per morto in uno scontro a fuoco. Poi è stato smentito tutto. E' un soldato feroce e un politico molto grezzo.

Gulbuddin Heckmatyar.
Dopo la presa di Kabul da parte della "Santa Alleanza" nell'aprile 1992, Heckmatyar si schiera subito contro il governo Rabbani-Massud. Sconfitto, ripara in Iran. Ha condannato con vigore l'attacco degli Usa all'Afghanistan e aveva annunciato di voler combattere al fianco di Bin Laden contro gli americani. Finora è rimasto alla finestra, forse aspetta il momento opportuno per rientrare in gioco.

La morte di Abdul Haq
Sarebbe stato certamente uno dei protagonisti del dopo Talebani. E per questo i soldati di Kabul hanno catturato e ucciso Abdul Haq, storico comandante afghano della lotta antisovietica tornato in Afghanistan per organizzare l'opposizione. Haq è stato preso mentre cercava di allontanarsi a cavallo da uno scontro a fuoco con i Talebani sulle colline di Azro, nella provincia di Logar, a sud di Kabul. Elicotteri Usa sono stati chiamati in soccorso, ma ormai Haq e i suoi erano stati portati a Pul-e-Alam, capitale della provincia. Portato a Jalalabad, è stato fucilato insieme a due suoi collaboratori. Pashtun moderato e favorevole al ritorno del re, Haq era diventato un uomo di fiducia degli americani, che si erano impegnati a proteggerlo nella missione di pace in Afghanistan.

L'ex re Mohammad Zahir Shah
A lui ha pensato subito la diplomazia internazionale. Ha governato l'Afghanistan per 40 anni. Ora ne ha 86 e dal 1973 è in esilio in Italia. E' un personaggio poco popolare in Afghanistan. In vent'anni non ha mai visitato un campo profughi. Non è nemmeno considerato un musulmano osservante. Ma a Bonn gioca un ruolo super partes e riesce a piazzare Karzai al comando del dopo Talebani.

Violazioni dei diritti umani
Nella "riconquista" dell'Afghanistan l'Alleanza del Nord si è sicuramente macchiata di esecuzioni sommarie di Talebani e di stupri e saccheggi. D'altra parte gli uomini gli ordini di Dostum sono accusati da anni da Amnesty International e da altre agenzie internazionali di compiere sistematiche violazioni dei diritti umani. L'associazione di donne afghane Rawa accusa gli esponenti dell'Alleanza del Nord di aver calpestato (quando erano al potere) i diritti delle donne. Ora temono una situazione "appena un po' meno grave di quella vissuta sotto i Talebani".

Alleanza specchio dell'Afghanistan
Secondo alcuni osservatori orientali, gli Usa e tutto l'Occidente fanno l'errore di pensare all'Afghanistan ragionando in base ai confini geografici. Ma non esiste un'identità nazionale afghana. Gli attuali confini sono stati imposti nell'ottocento da russi ed inglesi. Un pashtun afghano si sente fratello del pashtun pakistano e considra straniero un afghano tagiko o uzbeko. L'Afghanistan rimane un rompicapo di alleanze ed etnie. Vediamo quali sono le principali.

Pashtun
E' il principale gruppo etnico dell'Afghanistan: 13 milioni di persone pari al 50 per cento della popolazione. Vivono nel Sud Est dell'Afghanistan e nel Nord Ovest del Pakistan. I Talebani sono pashtun e in passato hanno potuto contare sull'appoggio di ministri pakistani della stessa etnia.

Tagiki
Sono circa tre milioni e mezzo (15 per cento della popolazione). Vivono nel Nord del Paese. Era tagiko Massud, leggendario comandante nella guerra ai russi prima e ai Talebani poi.

Uzbeki
Sono un milione. Di origine turca, vivono nel Nord, al confine con l'Uzbekistan. E' uzbeko l'attuale comandante supremo dell'Alleanza del Nord Rachid Dostum.

Hazari
Sono oltre un milione. Vivono nelle zone montagnose centrali. Originariamente erano agricoltori, ma l'avanzata dei Pashtun nel Settecento li ha relegati nella regione più arida.

Aimaq
Sono 800mila, divisi in otto tribù seminomadi che vivono vicino al confine con il Turkmenistan.

Farsi
Sono 600mila, quasi tutti contadini. Vivono lungo il confine con l'Iran, con cui hanno in comune la lingua.

Turkmeni
125mila pastori seminomadi che vivono lungo il confine con il Turkmenistan.

Nuristani
Appena 100mila. Pastori e agricoltori, vivono nelle zone montagnose vicino al confine con il Pakistan.

Loya Jirga
In lingua pashtu vuol dire "grande assemblea". In cui sono rappresentati i capi tribù e i leader afghani. Può essere convocata solo da una personalità molto autorevole e solo per decisioni di grande importanza per il Paese. Sarà la Loya Jirga a prendere in mano le sorti del Paese dopo la reggenza del governo transitorio di Karzai.

  Grandinotizie.it/ 05/dicembre/2001