L’intelligence Usa
Cia
La storia, i protagonisti, i retroscena


  Cia, il fatto
 

La storia, l’organizzazione, gli uomini della più potente agenzia d’intelligence del mondo. L'abbiamo conosciuta attraverso i film di spionaggio e le cronache dei giornali, ma come funziona davvero, come agisce e come è stata utilizzata dai presidenti americani?

  INDICE
 


Inchiesta parlamentare
L'11 settembre è stato il più grande fallimento dell'ultimo decennio dell’intelligence americana. E da Washington scatta un'inchiesta parlamentare. L'indagine è stata decisa dalle due Commissioni sui servizi di sicurezza, di Camera e Senato e sarà guidata da Britt Snider, un ex ispettore generale della Cia stessa. Non si sa ancora la data di inizio e nemmeno quando finirà l’indagine, che coinvolge anche l'Fbi. Il presidente della commissione del Senato, Bob Graham ha comunque chiesto uno stanziamento di 2,6 milioni di dollari, per condurre fino a febbraio del prossimo anno tutte le inchieste necessarie. Graham ha assicurato che non ci saranno insabbiamenti: "Vogliamo capire – ha sottolineato - se qualcuno ha sbagliato e perchè in modo da non ripetere gli stessi errori in futuro".

Investimenti su società private
Già 22 società hanno ricevuto capitali dall'intelligence americana. Circa 60 in fase di start-up sono sotto osservazione. Oggi chi ha idee innovative nel settore tecnologico cerca soldi pubblici. E si rivolge direttamente alla In-Q-Tel, una società di venture capital che ha sede sulla Sand Hill Road in Menlo Park (California). La società ha due caratteristiche: è no profit e ha alle spalle la Central Intelligence Agency. L'incontro è stato semplice: da un lato nuove aziende che hanno bisogno di capitali, dall'altro la Cia che, per fronteggiare un terrorismo sempre più sofisticato, incentiva i progetti tecnologici più avanzati. Una tendenza peraltro destinata a svilupparsi semre di più.

Agente morto in Afghanistan
Johnny "Mike" Spann è il primo statunitense morto in battaglia in Afghanistan e del numero 78 tra gli agenti della Cia caduti dal 1947. E' stato ucciso nel "Forte di guerra" (traduzione di Qala-i-Jhangi), a dieci kilometri da Mazar. Probabilmente l'uccisione risale al 25 movembre mattina, forse durante un interrogatorio. Spann aveva 32 anni ed era originario di Winfield, in Alabama. Sposato con tre figli, era alla Cia dal 1999. Lavorava per la Direzione delle operazioni sotto copertura. Il direttore dei servizi segreti George Tenet, lo ha confermato: Johnny "Mike" Spann è stato ucciso mentre si trovava nella "reggia" ottocentesca del generale Rachid Dostum, "nell'edificio che ospitava gli interrogatori". Tenet l'ha descritto come "un eroe americano" ed ha aggiunto: "Era dove lui voleva essere: sulla linea del fronte, a servire il suo Paese".

Cos’è
La Cia o Central Intelligence Agency (Ufficio centrale di informazione), è la principale agenzia statunitense di spionaggio e controspionaggio in tempo di pace. Istituita nel 1947, coordina la raccolta e l'analisi di tutte le informazioni relative alla sicurezza nazionale degli Stati Uniti d'America; è guidata da un direttore nominato dal Presidente (ma che deve avere l’approvazione del Congresso).

Cosa fa?
La sua missione primaria è "raccogliere, valutare, collegare informazioni su questioni internazionali che permettano di aiutare il presidente nelle decisioni relative alla sicurezza nazionale". L'attività si realizza grazie allo spionaggio, vale a dire la dislocazione di agenti, la cui identità rimane segreta, in rappresentanze diplomatiche, uffici pubblici e industrie di paesi esteri; e grazie al controspionaggio, cioè la destinazione, in accordo con l'Fbi, di agenti segreti in importanti uffici statunitensi dove si teme sia maggiore il rischio di infiltrazione straniera. La Cia ufficialmente non fa politica, è una indipendente fonte di informazioni internazionali. In realtà non è così. Nel corso degli anni, l'azione dell'agenzia si è trasformata in una forma di politica indiretta, spaziando dal semplice supporto economico a uomini politici o partiti stranieri vicini agli Stati Uniti, all'assistenza di gruppi di pressione e, addirittura, al sostegno di iniziative sovversive o paramilitari. Ciò ha suscitato polemiche negli Usa e in tutto il mondo.

Chi lavora per la Cia?
Oltre agli agenti segreti, persone qualificate in tutti i campi di studi: scienziati, ingegneri, economisti, informatici, matematici, traduttori. Non si conosce il numero esatto né degli agenti né dei collaboratori e informatori.

Budget
Non è illimitato, come si potrebbe pensare. Nel '97 è stato reso pubblico il finanziamento che è di 26 miliardi di dollari l'anno. Dopo l’11 settembre c’è stato uno stanziamento straordinario di un miliardo di dollari per combattere la rete terroristica di Osama Bin Laden.

Visite al quartier generale
Non sono possibili per motivi di sicurezza. E' permesso soltanto un tour virtuale.

Sito internet
www.cia.gov

Pubblicazioni
La Cia realizza pubblicazioni periodiche di documenti "declassati" e non più segreti. I cittadini facendone richiesta possono accedere a queste informazioni.

Indagini
La Cia non può raccogliere informazioni su cittadini americani. Può farlo soltanto se c'è motivo di credere che un individuo sia coinvolto in attività di spionaggio o di terrorismo internazionale.

Chi decide se la Cia deve partecipare ad azioni segrete?
E' soltanto il presidente che può autorizzare la Cia a un'azione segreta. Alcune azioni possono essere "raccomandate" dal Consiglio di sicurezza nazionale (Nsc) (che comprende il presidente, il vice, il segretario di stato e il segretario alla difesa). Vengono effettuate quando l'Nsc ritiene che obiettivi di politica estera non possono esser realizzati con i normali canali diplomatici e i mezzi militari sono considerati un'opzione estrema.

Chi controlla la Cia?
Sia l'esecutivo che il congresso.

Dov'è la sede?
In Virginia in un quartiere della città di Mc Lean chiamato Langley.

Perché i servizi di intelligence americani sono sott’accusa
Perché quello che è successo a Washington e New York dell'11 settembre è il più grande fallimento dell'ultimo decennio, che pure di fallimenti, nel campo dell'intelligence, ne ha visti tanti: la potenza e i soldi di Fbi, Cia, Nsa, Nro e delle altre agenzie di sicurezza Usa non sono riusciti né a prevedere né tanto meno a impedire quello che è accaduto.

Dov’era la Cia l’11 settembre?
Non sono mai stati troppo stimati gli 007 della Cia sui giornali americani. Corrotti, alcolisti, ladri, donnaioli, inefficienti e, da ultimo, inutili. Questi i giudizi che negli anni hanno raccolto in decine di inchieste spesso impietose. E il sentimento dei media è peggiorato dopo l'11 settembre. Dov'era la più costosa intelligence del mondo mentre una ventina di fanatici islamici – con ramificazioni e contatti in ogni parte del mondo – si immolava sulle Twin Towers e il Pentagono? E se è vero che la Cia si occupa delle questioni internazionali – e l'Fbi di quelle interne – è fuori dubbio che Mohammed Atta e i suoi complici siano davvero poco "nazionali". Cosa preparava Al Qaeda, qual era l'obiettivo di Osama Bin Laden e della sua cupola del terrore, gli appoggi dei "Paesi canaglia", i campi di addestramento in Afghanistan, Cecenia, Kosovo, Somalia, Sudan, sono materie di pertinenza Cia. Ecco perché tra gli americani risuona la domanda: dov'era la Cia? Ed ecco perché il suo capo, George Tenet, è finito sul banco degli accusati. Nel toto-successore si fa il nome anche del sindaco di New York, Rudolph Giuliani.

Accuse sulla stampa
Il New York Times rivela che la Cia lo scorso anno intercettò un esponente di Al Qaeda che annunciava l'intenzione di Bin Laden di provocare "una Hiroshima" negli Usa. Il Los Angeles Times elenca tutte le piste non seguite dai segugi americani, molte delle quali rimaste impigliate nelle "rivalità burocratiche" tra le diverse agenzie. Altri giornali aggiungono capi d'accusa che suonano come campane a morto per i vertici investigativi e d'intelligence.

La morte di Haq
La morte romanzesca del leader anti-Talebani Abdul Haq è stato un altro colpo alla credibilità dell’agenzia. E ha aperto uno squarcio inaspettato sulle attività della Cia in Pakistan e sul fallimento nell'avviare in Afghanistan contatti con oppositori interni del regime di Kabul. Il tentativo di Haq di infiltrarsi in Afghanistan per fomentare defezioni nel regime talebano (concluso con la cattura e l'esecuzione dell'esponente) ha ricevuto un sostegno quasi nullo da parte della Cia.
L'agenzia si era limitata ad offrire del denaro e un telefono satellitare ad Haq. Una offerta standard già fatta ad altri esponenti dell'opposizione afghana di calibro ben inferiore. Haq aveva rifiutato sdegnosamente: disponeva già del telefono e considerava l'offerta della Cia solo un tentativo maldestro di controllare i suoi spostamenti. Amici di Haq hanno reagito con rabbia al sostegno tiepido della Cia. "La missione di Haq aveva il sostegno del dipartimento di stato e del consiglio per la sicurezza nazionale - ha affermato l'ex-consigliere di Ronald Reagan, Robert McFarlane - Ma gli operatori della Cia sul campo sono apparsi male informati e restii ad offrire aiuto". Le operazioni della Cia in Pakistan sono rese ancora più difficili dalla non affidabilità dei servizi segreti pachistani (Isi) che sono da sempre molto vicini al regime dei Talebani.

Difficoltà in Afghanistan
Alla difficoltà di non poter contare sull'assistenza locale dei colleghi pachistani si aggiunge, per gli agenti della Cia, la frustrazione per le scarse informazioni di intelligence provenienti dall'interno dell'Afghanistan. La Cia si è mostrata più efficace finora nella individuazione dei possibili bersagli terroristi in Afghanistan (le coordinate vengono subito smistate al Pentagono) che nella missione di creare una rete clandestina di oppositori ai Talebani. “Le operazioni della Cia hanno registrato progressi particolarmente lenti nel sud dell'Afghanistan - ha confermato un funzionario dell'amministrazione Bush, citato dal quotidiano Washington Post - In molte regioni del sud non sono stati ancora individuati leader affidabili con cui entrare in contatto”.

AAA cercasi traduttori
E che l’agenzia sia impreparata alla nuova guerra lo dimostra l’annuncio da qualche settimana nel sito della Cia (www.cia.gov): cercasi traduttori in grado di parlare correntemente alcuni dialetti arabi e gli idiomi parlati in Afghanistan. Il salario iniziale offerto è compreso tra 35.000 e 50.000 dollari l'anno.

Allarmi non raccolti
L'avvertimento sull'imminente "Hiroshima" americana è solo uno dei tanti segnali non raccolti. L'intelligence francese, per esempio, all'inizio dell'anno aveva inviato ai colleghi americani un dettagliato rapporto sui canali finanziari di Bin Laden, solo per scoprire un mese dopo che l'Fbi non aveva neppure cominciato a tradurlo in inglese. Gli stessi francesi avevano puntato i riflettori su un franco-marocchino che voleva spostarsi negli Usa, Zacarias Moussaoui, sospettando che fosse un terrorista. Gli americani lo tenevano in cella da agosto, ma hanno cominciato a interessarsi a lui solo dopo l'11 settembre, scoprendo che aveva piani di attentati con aerei civili.

Il fallimento di Echelon
Non sta meglio la Nsa, la segretissima agenzia per lo spionaggio elettronico, che ha puntato tutto sulle nuove tecnologie solo per scoprire che Echelon e le altre meraviglie hanno i loro limiti: "Sentiamo voci, ma non sappiamo chi è che parla e molto spesso parlano in codice", ammette frustrato un investigatore. La Nsa, inoltre, ha limiti territoriali: se intercetta un telefono cellulare, deve fermarsi quando l'utente entra negli Usa, perché non può spiare negli Stati Uniti. Inoltre Echelon dispiega al pieno le sue possibilità soprattutto in due campi: la valutazione di un evento dopo che questo è accaduto, l'informazione sui piani delle aziende europee concorrenti di quelle americane. Il 70-80 per cento dell'utilizzo di Echelon è nello spionaggio industriale e serve a far vincere le gare e gli appalti alle società americane.

Le colpe dell’Fbi
La Cia aveva chiesto in agosto all'Fbi di indagare su una coppia di arabi che si sono poi rivelati due tra i 19 dirottatori, Khalid Almidhar e Nawaf Alhazmi. Ma la richiesta è finita anche stavolta sommersa dalla routine burocratica. Così come erano rimaste senza seguito le segnalazioni delle autorità filippine, che dal 1995 ripetevano di avere elementi su progetti di Al Qaeda su stragi con aerei civili.
Si è poi scoperto che sulla lista dei 22 super-ricercati mondiali presentata da Bush c'è almeno un personaggio, Abdul Rahman Yasin, che gli Usa avevano nelle mani, ma che hanno lasciato andare per scarso coordinamento tra gli investigatori.

Figlia di Yalta
Ma per capire gli errori di oggi bisogna partire dal passato. La Cia, Central Intelligence Agency, nasce nel 1947 dall’Oss, Office of Strategic Studies, lo spionaggio che aveva accompagnato gli Stati Uniti durante la seconda guerra mondiale. Proprio l’imprimatur di servizio figlio di Yalta è costato caro all’agenzia americana. Finita la guerra fredda, caduto il muro di Berlino e dissoltasi l’Urss il nemico numero uno, la Cia si è ritrovata improvvisamente senza il bersaglio più grosso, del quale sapeva - o pensava di sapere - tutto. Anni di studi, di infiltrazioni, di golpe e "incursioni" in Paesi rossi, di monitoraggio di missili, agenti stranieri e possibili nemici interni, sono andati un fumo quel freddo pomeriggio di novembre di dodici anni fa. E da allora è stato uno scacco dietro l’altro.

Gli errori con il fondamentalismo
Li spiega a Diario l’esperto di servizi segreti Giuseppe De Lutiis: "I servizi occidentali hanno utilizzato settori oltranzisti arabi nella lotta contro il comunismo, e poi li hanno abbandonati troppo frettolosamente. Le regole di queste guerre segrete vogliono che, dopo aver coinvolto persone e gruppi nella guerra non ortodossa, si continui a controllarli, anche dopo aver raggiunto i propri obiettivi. Non è bene fornire un know-how e poi lasciarlo incustodito. Gli americani invece hanno attuato un abbandono troppo rapido. Sono scesi dal taxi, dopo averlo pagato. Ma così hanno lasciato senza controllo le forze che essi stessi avevano schierato in campo. Oggi il fondamentalismo islamico, prima fomentato dal fronte Usa, è diventato il nuovo nemico. Ma per due volte gli Usa lo hanno sostenuto. Alla fine degli anni Cinquanta, quando hanno finanziato i Fratelli Musulmani per indebolire l'influenza nel mondo arabo del laico Nasser. E all'inizio degli anni Ottanta, quando hanno appoggiato i Talebani dopo l'invasione sovietica dell'Afghanistan".

Metodo Hoover
Continua De Lutiis: "Quando Edgar Hoover volle creare per l'Fbi una rete di informatori all'interno degli ambienti radical americani, scelse una schiera di studenti, li fece iscrivere all'università, li mandò nei campus, li fece laureare...Tanto che all'interno dell'Fbi quel gruppo era noto come "The Hoover University". È un lavoro difficile, è un lavoro lungo. Ma non ci sono alternative. Oggi siamo già in ritardo, ma la strada da percorrere è questa".

Il nemico del mio nemico…
Anche John K. Cooley, giornalista e scrittore attualmente corrispondente da Atene di Abc News, non ha dubbi e nel suo libro "Una guerra empia. La Cia e l´estremismo islamico" documenta i vari passaggi che vedono gli Usa - per mano della Cia e con la collaborazione fattiva di Pakistan, Arabia Saudita e Cina - armare, addestrare e finanziare 250 mila mercenari islamici di ogni parte del mondo. Stretto in questa fase anche il rapporto con Bin Laden. “Gli analisti occidentali, nei loro pensatoi, e i servizi di controspionaggio di Washington, Londra, Parigi e Roma si chiedevano: chi è il principale nemico del nostro nemico, il comunismo? In che modo potrebbe aiutarci?”.

I reni di Osama
Ma i rapporti pericolosi con Osama Bin Laden sarebbero continuati addiritura fino a due mesi prima degli attacchi. La stampa francese ha rivelato che lo sceicco del terrore sarebbe stato curato dal 4 al 14 luglio 2001 negli Emirati Arabi. Malato ai reni, Bin Laden sarebbe stato ricoverato in un ospedale di Dubai e qui avrebbe incontrato più volte il capoposto della Cia. Dagli Usa arrivano smentite.

La crisi degli anni Novanta
Il punto più basso viene raggiunto a metà degli anni Novanta quando James Woosley, il capo voluto da Bill Clinton per riportare ordine nell’intelligence statunitense, è costretto a rassegnare le dimissioni. Ufficialmente perché stanco di "lavorare 18 ore al giorno senza neanche una gratificazione", in realtà perché messo sul banco degli accusati per una gestione a dir poco disastrosa. In quegli anni l’agenzia deve sostituire almeno sette dei cento direttori dei suoi uffici all’estero. A Cipro perché il responsabile aveva rubato un’icona in una chiesa. In Sudamerica perché proteggeva i narcotrafficantes. Nei Caraibi perché picchiava la moglie, in un paese europeo perché beveva fino a perdere i sensi.

Grigi burocrati
E a cadere è anche quell’immagine romantica ed efficiente narrata nei gialli di Le Carrè o di Flaming. Anzi il ritratto è proprio l’opposto. Grigi burocrati, con un background familiare oscuro, più agenti di viaggio che agenti segreti, archivisti, a loro agio più dietro a una scrivania che alle prese con microspie e nuove tecnologie. Il giudizio più caustico sulla preparazione degli agenti della Cia lo dette il generale Schwarzkopf, capo delle truppe americane durante la guerra del Golfo: "Immangiabile sbobba" definì le informazioni che gli 007 gli fornivano su Saddam Hussein e le sue truppe. Quello che sanno lo apprendono dai giornali, non conoscono le nuove lingue e le nuove realtà geopolitiche. Durante la crisi di Haiti, la Cia è riuscita a consegnare a Clinton soltanto un profilo psicologico del dittatore Jean Bertrand Aristide nel quale - grande scoperta - si diceva che era "un pazzo". Lo stesso quadro - la già citata "sbobba" - la consegnarono all’orso Schwarzkopf su Saddam Hussein. In Messico soltanto il 20 per cento degli agenti parla lo spagnolo. In Italia un agente è stato riciclato ben quattro volte: era l’unico che non si faceva tradire dall’accento. In tutta la Cia ci sono soltanto due funzionari che parlano il farsi, la lingua dell’Iran. E appena una ventina padroneggiano correttamente l’arabo. Nessuno il pashtun, il dialetto dei Talebani.

007 inutili?
Per questo Bill Clinton cominciò a non consultarli più. Per Ronald Reagan e George Bush Sr. (che fu capo dell’intelligence negli anni Settanta) il “briefing” mattutino con Bill Casey e Robert Gates, i potentissimi capi della Cia nell’era della Guerra Fredda, era necessario quanto il caffè o il jogging. Clinton, tra uno sbadiglio e l’altro, diradò progressivamente gli incontri con Woosley. Non rinunciando, però, al caffè e al jogging. Che se ne faceva infatti di lunghissime relazioni rielaborate dalle informazioni prese dalla rivista "Foreign Affair” o dalla Cnn? Assolutamente nulla. Ecco perché James Woosley è stato mandato prima in vacanza ai Caraibi e poi a casa.

La rivoluzione di Tenet
George Tenet, già vice, diventa direttore della Cia nel '97, dopo una breve esperienza di John Deutch e la bocciatura da parte del Senato del suo capo Anthony Lake. Il suo compito? Cambiare pelle alla Cia, trasformarla "da uno strumento della guerra fredda in uno strumento di stabilità e di pace". Sembra la persona adatta. Da anni frequenta il medioriente. Ha ottimi rapporti personali con Arafat. Il negoziato per Tenet più che una professione è una vocazione. Dagli studi universitari (laurea alla prestigiosa scuola diplomatica della Georgetown University) agli esordi professionali come consulente del Congresso, si è specializzato sul rovente problema dei negoziati nucleari con Mosca.

Bush e la politica internazionale
Quando
George W. Bush viene eletto presidente non sembra avere la politica internazionale – e quindi il lavoro di intelligence - in cima ai suoi pensieri. Lascia Tenet al suo posto e continua a fargli svolgere missioni diplomatiche all'estero. E' il capo della Cia a giugno 2001 a elaborare l'ennesimo piano di pace – naufragato – in Medio oriente. Certo, con tanti politici in circolazione, affidare il compito a uno 007 sembra paradossale.

Licenza di uccidere
Oltre al miliardo di dollari cash, Bush ha dato all'agenzia i più ampi poteri mai concessi. Il presidente ha firmato un ordine che intima alla Cia di intraprendere azioni segrete a tutto campo e letali contro Bin Laden e la sua rete Al Qaeda e ne chiede specificamente la distruzione. ''Il dado è tratto. Il presidente ha dato all'agenzia luce verde per fare tutto il necessario. Operazioni letali che erano impensabili prima dell'11 settembre ora sono in corso”, ha detto un alto funzionari citato dal Washington Post”.

La storia
La Central Intelligence Agency nasce nel 1947, come successore dell'Office of Strategic Services (Oss), che era stato attivo – e ben efficiente - durante la guerra ma che era considerato inadatto in tempo di pace: adesso occorreva unificare e non disperdere le informazioni. Ecco perché nel nome dell'ente, "centrale" era considerato il termine piu importante. Prima e durante la guerra, infatti, le attività informative erano competenza di non meno di quattordici agenzie, compresi l'esercito, la marina e I'Fbi: e si trattava solo di quegli organismi di cui il puhblico poteva essere messo al corrente.
Con tanti gruppi diversi che tendevano a raccogliere inforrnazioni, lo spreco delle risorse era inevitabile. Un po' piu sorprendente forse era il livello di competizione tra un organismo e l'altro, e l'assenza di comunicazione tra essi. Come avviene in questi casi, di tanto in tanto si creavano situazioni quasi imbarazzanti, in cui l'agente di un organismo si trovava a indagare senza saperlo sugli agenti di un altro organismo.

Il presidente Franklin D. Roosevelt aveva creato l'Oss nel 1942 per raccogliere le informazioni frammentarie sotto la supervisione di un'unica agenzia, e aveva nominato suo capo William J. Donovan. Nei tre anni successivi raccolse e analizzo informazioni all'estero ovunque operassero le forze armate statunitensi.

Fu il presidente Harry Truman, nel 1945, a eleminare I'Oss a favore di un servizio di intelligence meglio coordinato. L'anno seguente istituì il Central Intelligence Group e la National Intelligenre Agency, impiegando molti degli ex agenti dell'Oss, ma le forze armate continuarono a operare autonomamente anche da queste nuove organizzazioni.

Appena un anno piu tardi, il Congresso diede vita al National Security Council (Nsc) e, sotto la sua direzione, alla Central Intelligence Agency, che avrebhe svolto le funzioni di sicurezza nazionali indicate dall'Nsc. Anche se nessun direttore della Cia fu un personaggio pittoresco come Donovan o un autocrate come Hoover, si trattava di un gruppo di funzionari di provenienza diversa. Alcuni venivano dalla carriera militare, altri erano stati diplomatici, e qualcuno si era formato nella Cia.

Dopo la seconda guerra mondiale il conflitto tra il Blocco occidentale e quello sovietico causò un crescente aumento delle attività di spionaggio. Tra il 1945 e gli anni Novanta lo spionaggio condotto da Stati Uniti e Unione Sovietica giocò un ruolo determinante in molti avvenimenti: ad esempio nel fallito tentativo di invasione di Cuba nella Baia dei Porci nel 1961 e nella crisi cubana dei missili nel 1962, nella guerra del Vietnam, nelle ricorrenti crisi politiche in America latina, nel conflitto in Afghanistan; infine, nel crollo della stessa Unione Sovietica e nello sfaldamento del blocco comunista a partire dalla caduta del muro di Berlino nel 1989.

L'apice dell'establishment Cia viene toccato nel '77-'78, quando George Bush Sr. prende in mano le redini del servizio segreto più potente del mondo. Dopo la gestione Bush, l'agenzia conosce un drammatico periodo di decadenza: ai suoi agenti viene negata la licenza di uccidere, i suoi fondi vengono controllati dal Congresso, i suoi budget sono inesorabilmente tagliati. Ma l'attentato alle Twin Towers e al Pentagono rimette tutto in discussione: tornano soldi e… licenza di uccidere.

  Grandinotizie.it/ 15/febbraio/2002