I grandi disastri della storia
Un secolo di sciagure
Dal Titanic al Kursk. E ora in Egitto: circa 400 morti


  Grandi disastri della storia
 

Ecco quali sono le sciagure del ventesimo secolo che hanno cambiato il nostro modo di pensare al progresso.

Per una precisa cronologia delle sciagure aeree vedi il fatto Disatri Aerei, dove il tema è approfondito nel dettaglio.


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  INDICE
 



L'attualità

Egitto: incendio sul treno (20 febbraio 2002)
Brucia il treno Cairo-Luxor, che collega il Cairo a Luxor, circa 70 chilometri a sud della capitale egiziana. Le vittime sono più di trecento. Secondo l'agenzia Mena, a provocare le fiamme è stata l'esplosione di una bombola di gas utilizzata nella carrozza-bar. Il treno, formato da undici vagoni, si è incendiato verso l'una di notte, nei pressi della cittadina di Al Ayatt ed ha proseguito la sua corsa per molti chilometri, obbligando i passeggeri a lanciarsi dai finestrini. Le fiamme hanno divorato sette carrozze del convoglio. Il treno era sovraffollato: in una carrozza dove dovrebbero viaggiare massimo 150 persone, ce n'erano quasi 400.



La storia

Airbus A-300, New York (12 novembre 2001)
Era decollato da due minuti dal Jfk quando uno dei motori prende fuoco e si stacca dall'aereo che precipita nel Queens, qurtiere di New York, distruggendo dodici villini. Tutta la storia nel Fatto

Kursk, mare di Barents (12 agosto 2000)
Secondo i vertici della marina militare russa, la tragedia del Kursk sarebbe stata causata dalla collisione con un altro sottomarino. In un'intervista l'ammiraglio Mikhail Motsak parla esplicitamente di "collisione con un sommergibile straniero". Forse inglese o statunitense. La sera del 13 agosto 2000 l'aviazione russa avrebbe infatti registrato macchie d'olio a 18 miglia a Nord Ovest del Kursk. Durante la notte seguente aerei anti-sommergibile avrebbero scoperto un sottomarino che si allontanava velocemente dal Mare di Barents. Il vicepremier russo Ilja Klebanov ha sintetizzato: "Prove dirette di una collisione sono abbastanza numerose, ma non abbiamo alcun riscontro decisivo. Sarà il tempo a dimostrare se questi elementi indiretti siano sufficienti per arrivare alla verità. Quella della collisione è un'ipotesi che stiamo esaminando accanto ad altre ipotesi". Agganciato alla chiglia della nave-piattaforma Giant-4, solo il 21 ottobre 2001 il sottomarino nucleare è tornato alla sua base, nei cantieri di Rosliakovo, nel golfo di Kola vicino alla città portuale di Murmansk. Sono trascorsi 14 mesi da quel maledetto 12 agosto 2000 in cui sprofondò negli abissi del Mare di Barents trascinando con sé le vite dei suoi 118 uomini di equipaggio. Il relitto, pesante 18 mila tonnellate e lungo come un palazzo di 25 piani, è stato ripescato da un fondale di 108 metri. In fondo al mare resta la prua del sottomarino, tagliata via dal resto del relitto col suo carico di siluri Granit.

Concorde, Parigi (25 luglio 2000)
La tragedia più recente e quella che ha suscitato maggiore clamore. Il 25 luglio 2000, il Concorde della Air France Btsc diretto a New York si schianta due minuti dopo il decollo dall'aeroporto Charles de Gaulle di Parigi. Uno dei motori si incendia e l’aereo cade su un albergo. I morti sono 113, 109 a bordo dell'aereo e quattro a terra. E’ il primo incidente nella storia del Concorde, l’aereo supersonico realizzato nel 1971 grazie ad un accordo tra Francia e Gran Bretagna. L’impressione è enorme in tutto il mondo. Si era sempre pensato che il Concorde fosse un aereo sicurissimo. Le compagnie britannica e francese sospendono immediatamente i voli del super jet che torna a volare dopo la chiusura dell'inchiesta che lo scagiona compleatamente il 7 novembre 2001.

Boeing 767, isola di Nantucket (31 ottobre 1999)
Il 31 ottobre 1999 un Boeing 767 della Egyptair precipita nell’Atlantico (vicino all’isola di Nantucket) 40 minuti dopo il decollo dall'aeroporto Jfk di New York. I morti sono 217 morti. Le ragioni dell'incidente sono ancora ignote. Dopo il ritrovamento della scatola nera gli investigatori hanno ipotizzato il suicidio di uno dei piloti.

Boeing 747, oceano Atlantico (17 luglio 1996)
Il 17 luglio 1996 un Boeing 747 Twa partito da New York in direzione di Parigi esplode nell'Oceano Atlantico. Muoiono 230 persone. L'incidente è stato causato molto probabilmente da un'esplosione nel serbatoio centrale di benzina.

Neptune, Haiti (17 febbraio 1993)
Il 17 febbraio 1993 ad Haiti il ferry boat Neptune affonda. 800 le vittime.

El Al, Amsterdam (4 ottobre 1992)
Il 4 ottobre 1992 un cargo israeliano appena decollato da Amsterdam, si schianta sul quartiere di Bijlmermeer. I morti sono circa 200. Soccorritori e superstiti rimangono intossicati dall’uranio impoverito contenuto nella carlinga. Negli anni successivi almeno 10.000 persone residenti nella zona denunciano malesseri da intossicazione. Si parla così di “Sindrome di Bijlmermeer”.

Moby Prince, Livorno (10 aprile 1991)
La più grave tragedia nella storia della marina mercantile italiana. 140 persone carbonizzate, in un incidente avvolto ancora oggi nel mistero. Il 10 aprile 1991, alle 22, il traghetto Moby Prince molla gli ormeggi nel porto di Livorno, destinazione Olbia. A bordo, l'intero equipaggio, 65 marittimi, con il comandante Ugo Chessa e 75 passeggeri. Nella notte scoppia un incendio pauroso dopo la collisione con la petroliera dell'Agip Abruzzo. E' come se il traghetto fosse colpito da una bomba al napalm. Avvolto da duemila tonnellate di greggio incendiate da una scintilla venuta dal contorcersi delle lamiere, s'è trasformato in una trappola da cui riesce a scampare soltanto il mozzo Alessio Bertrand. Dopo due processi sembra che il disastro sia stato causato dalla nebbia e dalla distrazione che regnava a bordo del traghetto. Si è parlato anche di traffici di armi che in quelle ore, nelle ore del disastro, si stavano svolgendo nel porto di Livorno. Altre navi sarebbero state impegnate in una spola continua tra la base militare Usa di Camp Derby – vicinissima a Livorno – e le operazioni militari in corso nella ex Jugoslavia. Si è parlato di strane bettoline in movimento, quella notte. Ma le indagini non sono approdate a nulla.

Mb 326, Casalecchio di Reno (6 dicembre 1990)
Il 6 dicembre 1990 un aereo militare Aermacchi Mb 326 precipita su una scuola a Casalecchio di Reno (Bologna). Muoiono dodici studenti. Circa cento i feriti, tra cui il pilota. E’ una tragedia che suscita polemiche furibonde. L’aereo era in esercitazione su centri densamente abitati.

Pan Am, Lockerbie (21 dicembre 1988)
Uno dei più gravi disastri aerei della storia. Il 21 dicembre 1988 il volo Pan Am 103 esplode sulla città di Lockerbie, in Scozia. Il jumbo diretto a New York era appena decollato dall'aeroporto londinese di Heathrow, con 244 passeggeri e quindici membri dell'equipaggio. I rottami in fiamme cadono su Lockerbie e uccidono altre undici persone. Le indagini rivelarono che l'esplosione era stata causata da una bomba collocata sul velivolo. Sotto accusa la Libia. Nell’aprile Gheddafi si rifiuta di consegnare due sospetti e le Nazioni Unite lo puniscono con un durissimo embargo economico. Nel 1999 Il colonnello di Tripoli ci ripensa e consegna i due. Il processo si celebra in Olanda e l’Onu sospende l’embargo. Dei due incriminati uno è condannato all’ergastolo e l’altro assolto.

Traghetto Dona Paz, Filippine (20 aprile 1987)
20 aprile 1987. A Sud di Manila, nelle Filippine, il traghetto Dona Paz si scontra con la petroliera Victor. Oltre tremila i morti.

Shuttle, Cape Canaveral (28 gennaio 1986)
Il 28 gennaio 1986, 73 secondi dopo il lancio dalla base spaziale di Cape Canaveral lo shuttle Challenger esplode. Il disastro, causato da una guarnizione circolare difettosa del razzo a combustibile solido, provoca la morte dei sette membri dell'equipaggio. La tragedia è ripresa dalle televisioni di tutto il mondo. Si tratta di un colpo tremendo alle missioni spaziali. Il programma shuttle viene sospeso. Riprende soltanto nel settembre di due anni dopo con il lancio della navicella Discovery.

Dc9, Ustica (27 giugno 1980)
27 giugno 1980. Ore 20, 59 minuti e 45 secondi. Sul punto di coordinate 39°43'N e 12°55'E scompare dallo schermo radar un velivolo civile. E' il Dc9 I-TIGI della società Itavia, in volo da Bologna a Palermo, con a bordo 81 persone, 78 passeggeri e tre uomini di equipaggio. Il velivolo si è inabissato al largo di Ustica. Cinquanta chilometri a Nord di Palermo. Per due anni il disastro viene attribuito ad un cedimento strutturale dell'aereo. E l’Itavia fallisce. Ma qualcosa in questa storia non quadra. Il caso rimane uno dei grandi misteri italiani. Prima si parla di bomba, poi di battaglia aerea tra Usa e mig libici, poi viene avvalorata l’ipotesi di un’esercitazione Nato. Dopo oltre vent’anni non c’è ancora una verità ufficiale.

Pan Am/Klm, Tenerife (27 marzo 1977)
Il peggior incidente aereo della storia dell'aviazione civile. Il 27 marzo 1977 un aereo della Pan Am e uno della Klm vengono dirottati a Tenerife a causa della presenza di una bomba all'aeroporto di Las Palmas. Mentre si trova sulla pista di lancio, l'aereo della Klm urta quello della Pan Am. I due 747 vanno in fiamme. 583 i morti.

Apollo 13, oceano Pacifico (17 aprile 1970)
L’11 aprile 1970 viene lanciato l'Apollo 13, con a bordo gli astronauti Lovell, Fred W. Haise Jr. e John L. Swigert Jr. La rottura di un serbatoio di ossigeno costringe gli astronauti a cancellare il piano di allunaggio. Utilizzando l'energia e i sistemi di sopravvivenza del modulo lunare, l’Apollo riesce a tornare sulla Terra ammarando nel Pacifico meridionale, a Sud di Pago Pago, il 17 aprile.

Andrea Doria, isola di Nantucket (25 luglio 1956)
Era l’orgoglio della Marina italiana. Il 25 luglio del 1956 affonda a 150 miglia Sud dell’isola di Nantucket, speronato dalla nave svedese Stockholm. E’ la centesima traversata. A bordo ci sono 1.134 passeggeri, molti dei quali emigranti. Sono 572 invece i membri dell’equipaggio. La prua della Stockholm si infila nella fiancata destra e, dopo 11 ore di agonia, l’Andrea Doria si inabissa. Muoiono 51 persone, di cui cinque a bordo della nave svedese. Sulle colpe della tragedia, la commissione d’indagine del ministero della Marina mercantile non fece mai chiarezza. Le società armatrici delle due navi, l’Italia e la Swedish American Line, si accordarono perché coperte dalla stessa compagnia assicuratrice, i Lloyds di Londra. Pagò solo il comandante Piero Calamai, mandato in pensione con due anni di anticipo. Nel 1980 l’ingegnere della Marina Usa John Carrothers, dopo una lunga indagine negli archivi dei registratori di rotta, scoprì che la responsabilità dell’incidente era dell’ufficiale della Stockholm Ernest Carstens. Aveva calcolato male la distanza tra le due navi e sbagliato la rotta, portando la Stockholm contro l’Andrea Doria. Il relitto, a 70 metri di profondità, è diventato una trappola mortale per chi si è avventurato al suo interno in cerca di cimeli. Dal 1981 ad oggi sono quindici i sub rimasti intrappolati nelle cabine della nave, tra cavi e tiranti. Per questo qualcuno parla di una "maledizione dell’Andrea Doria".

Kianguya, Shangai (3 dicembre 1948)
A Shangai, il 3 dicembre 1948, la nave profughi Kianguya esplode. Muoiono 3.920 persone.

Mercantile, Manciuria (1 novembre 1948)
Il 1° novembre 1948, in Manciuria, un mercantile cinese con seimila passeggeri esplode e si inabissa. Non si salva nessuno.

Zeppelin, New York (6 maggio 1937)
Il Titanic dell’aria. Il 6 maggio 1937, al termine di una difficile traversata atlantica, lo zeppelin Hindenburg esplode al traliccio d’ormeggio dell’aeroporto di Lakehurst, presso New York. L’incidente, nel quale persero la vita 36 persone, segna la fine dei dirigibili rigidi, che da allora non vengono più costruiti. Anche questa tragedia viene interpretata come un sinistro presagio della dissoluzione del "vecchio mondo", due anni prima dello scoppio della Seconda guerra mondiale.

Mont Blanc, Halifax (6 dicembre 1917)
Il 6 dicembre 1917 la nave francese Mont Blanc (carica di munizioni) si scontra con il battello belga Imo ad Halifax, in Canada. Muoiono 1.600 persone.

Titanic (14 aprile 1914)
Il 14 aprile 1912 il transatlantico Titanic, al suo viaggio inaugurale, si schianta su un iceberg e affonda in poche ore. Muoiono 1.513 persone. E’ il disastro navale più famoso della storia. Con il tempo ha assunto anche un valore simbolico. Per molti rappresenta la fine del positivismo e l’inizio delle grandi tragedie del Novecento. Con l’inaffondabile Titanic muore la fiducia cieca nel progresso scientifico. Il Titanic era considerato pressoché inaffondabile perché il suo scafo era diviso in 16 compartimenti stagni. La nave era progettata per stare a galla anche se due compartimenti adiacenti o i quattro anteriori (che erano leggermente più piccoli) avessero imbarcato acqua. Di conseguenza gli autori di molti libri sull'argomento pensarono che solo un lungo squarcio di almeno 90 metri avrebbe potuto far affondare una nave lunga 269 metri. La tragedia fu provocata, molto probabilmente, da una dinamica insolita. L’iceberg venne avvistato solo in extremis e la manovra per evitarlo si rivelò fatale perché la chiglia fu scheggiata in più parti, rendendo vana la divisione in compartimenti stagni. Il mito del Titanic è stato alimentato da innumerevoli libri e diversi film.

  Grandinotizie.it/ 20/febbraio/2001